Le Sezioni Unite sulle condizioni per la rinuncia implicita alle c.d. "mere pretese”28 Luglio 2025
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Il caso Nell'aprile 2009 una s.r.l. unipersonale e quattro suoi fideiussori (il socio unico e tre familiari) chiedevano a una banca la restituzione delle somme versate per l'illegittima applicazione di interessi sui conti correnti accesi dalla società e assistiti da un'apertura di credito. Nelle more del giudizio, la società veniva cancellata dal registro delle imprese a partire dal 26 febbraio 2016, e l'adito tribunale di Napoli dichiarava cessata la materia del contendere ritenendo che in tal modo la società avesse rinunciato alla pretesa azionaria. Rigettava altresì le domande proposte da socio unico e dei fideiussori ritenendo che gli stessi non fossero legittimati alla ripetizione delle somme corrisposte dalla società alla banca. Con la sentenza del 30 settembre 2020, la Corte d'appello dichiarava inammissibile l'impugnazione promossa dalla società ormai estinta, liquidando al socio unico un importo cospicuo risultante dal saldo dei conti, divenuto positivo al netto degli indebiti interessi, dichiarando di conseguenza assorbite le domande dei fideiussori. In particolare, la Corte d'appello ha ritenuto che senza una espressa rinunzia al credito della società (successivamente c... Contenuto riservato agli abbonati. |