Pacchetto VIDA: come cambia il reverse charge “esterno”14 Aprile 2025
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Attuale disciplina del reverse charge “esterno” L'attuale applicazione del reverse charge in Italia è disciplinata dall'art. 17, c. 2, DPR 633/72, secondo cui gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato da soggetti non residenti nei confronti di soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato, compresi i soggetti indicati all'art. 7-ter, c. 2, lett. b) e c), sono adempiuti dai cessionari o committenti. Tuttavia, prosegue la norma, nel caso di cessioni di beni o di prestazioni di servizi effettuate da un soggetto passivo stabilito in altro Stato UE, il cessionario o committente adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione secondo le disposizioni degli artt. 46 e 47 DL 331/93. A sua volta, l'ambito applicativo del reverse charge “esterno” discende dall'art. 194 Dir. 2006/112/CE, avendo il legislatore italiano inteso avvalersi della facoltà prevista da tale disposizione, secondo la quale, se la cessione di beni o la prestazione di servizi imponibile è effettuata da un soggetto passivo non stabilito nello Stato UE in cui è dovuta l'IVA, gli Stati UE possono prevedere che ... Contenuto riservato agli abbonati. |