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La Transazione Fiscale nella Composizione Negoziata: profili normativi e implicazioni economiche

27 Gennaio 2025 |

La recente estensione della disciplina della transazione fiscale alla composizione negoziata della crisi, introdotta con il Correttivo ter, rappresenta un'innovazione significativa nel panorama delle soluzioni per la crisi d'impresa. Questo articolo analizza il campo di applicazione, i requisiti di accesso, e il ruolo centrale del professionista indipendente, nonché le criticità legate all'esclusione di alcuni crediti e all'assenza di un meccanismo di cram down fiscale.

Premessa

Con l'introduzione del D.Lgs. 136/2024, noto come “Correttivo ter” del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII), si è estesa la disciplina della transazione fiscale anche alla composizione negoziata della crisi.

Tale innovazione ha colmato una lacuna normativa preesistente, rispondendo a una necessità sentita sia dagli operatori economici sia dagli esperti del settore.

Campo di applicazione

L'art. 23 c. 2 bis CCII introduce la possibilità per le imprese di concludere un accordo transattivo con le agenzie fiscali (Entrate, Dogane e Riscossione) durante il percorso di composizione negoziata.

Tale accordo può riguardare la riduzione (falcidia) e/o la dilazione dei debiti tributari, inclusi gli importi principali, gli interessi e le sanzioni.

Tuttavia, restano escluse dal campo di applicazione i tributi costituenti risorse proprie dell'Unione Europea, come stabilito dalla normativa comunitaria (Decisione UE-Euratom 2020/2053).

Tra i tributi inclusi nell'accordo si annovera l'IVA, nonostante alcuni dibattiti interpretativi emersi durante la fase preparatoria del decreto.

La relazione illustrativa del Correttivo ter ha chiarito che l'IVA non rientra tra le risorse ...

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