Frodi IVA: la difesa del contribuente per detrarre l'imposta20 Novembre 2024
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Il fenomeno delle frodi IVA, contestato con ampia frequenza dal fisco al contribuente, comporta l’impossibilità di detrarre l’imposta proprio a causa dell’evento fraudolento. Da qui il contribuente, da un lato , per superare la partecipazione alla frode e dall’altro, per poter detrarre l’IVA, dovrà approntare una difesa volta all’assolvimento dell’onere probatorio su di lui incombente. Gli interventi della Corte di Giustizia UE, ripresi poi dalla cassazione, hanno perimetrato e ridistribuito il peso dell’onere probatorio tra fisco e contribuente. Il caso I meccanismi fraudolenti coinvolgono anche il settore dell’IVA, in tutte le sue sfaccettature. Gli aspetti nevralgici riguardano sempre l’assolvimento dell’onere della prova: il fisco deve provare l’esistenza di una frode, che contesta al contribuente. Quest’ultimo, dalla sua parte, dovrà necessariamente difendersi: se il fisco assolve al proprio onere probatorio allora il contribuente deve necessariamente fornire la prova contraria. Da ciò ne deriva la possibilità (o meno) di esercitare la detrazione IVA. Contenuto riservato agli abbonati. |