Dottrina / Best practice

Rappresentante fiscale: come comportarsi dopo le novità del decreto accertamento?

30 Aprile 2025 |

La figura della rappresentanza fiscale permette a soggetti non residenti, che operino in Italia, di adempiere agli obblighi IVA o esercitare i corrispondenti diritti. Recentemente, per contrastare in modo più marcato i fenomeni di frodi IVA, sono state apportate modifiche significative, le quali impongono il rispetto di certi requisiti, di carattere soggettivo, per essere nominati rappresentanti e al contempo di prestare un’idonea garanzia. Al contempo, il rappresentante si troverà a svolgere un’attività da “sentinella”, in quanto è tenuto a controllare i documenti, prodotti dal soggetto estero rappresentato, nonché a verificare la corrispondenza di questi con le notizie in suo possesso. Attenzione poi alle recenti novità operative previste dal Decreto MEF 9 dicembre 2024 e al Provv. 17 Aprile 2025 n. 186368.

Sommario

Il caso

La disciplina della rappresentanza fiscale prevede l’introduzione di nuove regole concernenti la nomina e l’operatività negli scambi intra-UE. Tra le novità di maggior rilievo va posta l’attenzione da un lato al rispetto dei requisiti soggetti per la nomina e dall’altro all’obbligo, che è posto in capo al rappresentante, di verificare la completezza del corredo documentale e informativo prodotto dal  contribuente e la relativa corrispondenza alle notizie in suo possesso.

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