Dottrina / Orientamenti giurisprudenziali

L’evasione dell’IVA all’importazione integra il reato di contrabbando?

29 Luglio 2025 |

L’IVA all’importazione, come anche le accise e le sanzioni amministrative, sono dovute anche in caso di merce sottoposta a sequestro dall’Autorità doganale, poiché introdotta illegalmente in territorio UE. Sebbene, infatti, IVA e accise seguano la stessa disciplina generale prevista per i dazi doganali all’importazione, e siano quindi dovuti dal momento dell’introduzione nell’Unione europea, l’estinzione della sola obbligazione inerente i dazi doganali, prevista dall’art. 124 CDU, non comporta anche l’estinzione di tali tributi.

Sommario

Il caso

Un frequente tema di approfondimento da parte della giurisprudenza riguarda il rapporto intercorrente tra reato di contrabbando e omesso versamento dell'IVA all'importazione. I dubbi sorgono, in primis, dall'art. 70 DPR 633/72 il quale, in materia di violazioni dell'IVA all'importazione, rinvia alle norme doganali relative ai diritti di confine.

Secondo un orientamento minoritario, nella contestazione del reato di contrabbando potrebbe essere ricompresa l'IVA all'importazione, sull'assunto che quest'ultima rientri tra i "diritti di confine": di conseguenza, la sua evasione integrerebbe il reato di contrabbando. Secondo la tesi maggioritaria della dottrina, della giurisprudenza nazionale e europea, invece, l'IVA all'importazione, sebbene sia caratterizzata da specificità procedimentali e sanzionatorie rispetto all'Iva interna, non rappresenterebbe un dazio doganale, benché con essi abbia in comune l'origine dal circuito economico degli Stati membri.

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