Letture giurisprudenziali sui limiti (esterni e interni) della giurisdizione tributaria
30 Luglio 2026
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Annalisa Fuso
Sulla giurisdizione tributaria gravano due ordini di limiti: uno esterno che individua i confini con le altre giurisdizioni, amministrativa e ordinaria (cfr. art. 2 D.Lgs. 546/92, ora rifuso nell'art. 46 del D.Lgs. 175/2024, Testo Unico della Giustizia Tributaria a decorrere dal 1° gennaio 2027), e uno interno che delimita le azioni esperibili dinanzi al Giudice tributario, vale a dire che individua gli atti dinanzi ad esso impugnabili (cfr. art. 19 D.Lgs. 546/92 ora rifuso nell'art. 65 D.Lgs. 175/2024).
Orientamenti giurisprudenziali
Correlazioni
Sommario
Il caso
Dopo aver tratteggiato in linea generale i limiti interni ed esterni della giurisdizione tributaria ci si soffermerà su alcune casistiche.
Quanto ai limiti esterni, si registra una recente giurisprudenza di legittimità secondo cui spetterebbe al Giudice ordinario la giurisdizione sulla rifusione al contribuente delle somme accessorie ad un rimborso di imposta, nel caso in cui la richiesta di rimborso principale sia già stata evasa con un separato giudizio, concluso al momento della richiesta delle somme accessorie.
Relativamente ai limiti interni della giurisdizione tributaria verranno affrontate due questioni:
(i.) la prima riguarda lo “spinoso” argomento dell’autonoma impugnabilità dell’estratto di ruolo, sul quale è, nel frattempo, intervenuta la Consulta;
(ii.) la seconda riguarda i limiti dell’impugnabilità del diniego di autotutela che la Giurisprudenza di legittimità continua a delineare con una serie di arresti recenti, da coordinare con la riforma introdotta dal D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 219 che ha previsto la c. d. autotutela obbligatoria e quella facoltativa.
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