Dottrina / Orientamenti giurisprudenziali

Orientamenti giurisprudenziali sul perimetro delle indagini bancarie e finanziarie

15 Luglio 2026 |

L’accertamento bancario consente all’Amministrazione di acquisire elementi e dati reddituali dai rapporti dei contribuenti con gli intermediari finanziari. Le indagini bancarie possono essere utilizzate nell’accertamento induttivo e in quello analitico – induttivo, legittimando l’Amministrazione a presumere che i movimenti bancari non giustificati costituiscano dei ricavi o compensi non dichiarati, per tutte le categorie reddituali. In questo contesto, la giurisprudenza consente al contribuente di fornire sempre la prova contraria alla ricostruzione erariale e di applicare una deduzione forfettaria sul maggiore reddito accertato. 

Sommario

Il caso

Le indagini bancarie consentono l’acquisizione di elementi idonei a supportare la rideterminazione della base imponibile del contribuente, sia attraverso accertamenti di tipo analitico che di tipo induttivo. Nella sua attività istruttoria l’Amministrazione può reperire dati e notizie anche su conti intestati a persone diverse dal soggetto verificato che, una volta acquisiti costituiranno una presunzione relativa di maggiori ricavi o compensi.

Il contribuente, dal canto suo, oltre che fornire la prova contraria - analitica - che questi movimenti sono stati considerati nella determinazione della base imponibile o che non sono assolutamente rilevanti a quel fine, potrà farsi riconoscere una deduzione forfettaria pari all’incidenza dei costi presuntivamente sostenuti per la produzione dei maggiori ricavi. Ciò, secondo la più recente giurisprudenza, anche in caso di accertamento analitico-induttivo. 

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