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Lavoratori impatriati

08 Gennaio 2024 |

Gli impatriati, lavoratori non residenti che decidono di trasferire la residenza fiscale in Italia, sono tassati solo su una percentuale dei redditi di lavoro prodotti in Italia che va da un minimo del 10% ad un massimo del 50%, per un periodo di 5 anni prorogabile di altri 5. Il regime di favore rappresenta un ottimo incentivo che i datori di lavoro sono tenuti ad amministrare e sfruttare per attirare lavoratori in Italia.

Sommario
Inquadramento

I lavoratori impatriati, ovverosia i soggetti che trasferiscono la residenza dall'estero in Italia per motivi di lavoro, possono beneficiare del regime di favore originariamente disciplinato dall'art. 16 D.Lgs. 147/2015, in vigore fino al 2023, e sostituito da quanto previsto dall'art. 5 D.Lgs. 209/2023 che ne modifica i contenuti per i lavoratori trasferiti dal 2024. In particolare, la richiamata disposizione prevede l'esclusione, dalla partecipazione alla formazione del reddito complessivo, di una percentuale del reddito di lavoro che varia dal 50% al 90%.

Il regime degli impatriati, oltre a favorire il personale che decide di trasferire la residenza fiscale in Italia, facilita i datori di lavoro nel reperire lavoratori non residenti con esperienza internazionale attratti da un salario soggetto a pressione fiscale ridotta. La conoscenza delle norme che regolano il regime degli impatriati è, quindi, un'opportunità non solo per i lavoratori ma anche per datori di lavoro e consulenti chiamati, anche, a gestire la fiscalità del personale beneficiario del regime.

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