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Paradisi fiscali

30 Giugno 2023 |
Francesca Moretti
I Paesi a fiscalità privilegiata sono individuati in base alla sussistenza, o meno, del requisito del controllo. Nel caso di sussistenza del controllo, è richiesto un livello di tassazione effettiva inferiore del 50% a quello cui la società estera sarebbe assoggettata se fosse residente in Italia; in assenza, viene valutato un livello di tassazione nominale inferiore del 50% rispetto a quello applicabile in Italia.
Sommario
Inquadramento

Con l'espressione “paradisi fiscali” (dall'inglese “tax heaven”) si intendono gli Stati o territori il cui livello di tassazione è particolarmente favorevole, in quanto basso oppure nullo.

Attualmente a livello normativo interno esiste un elenco di Stati o territori considerati a regime fiscale privilegiato, che sono individuati per la presunzione di residenza delle persone fisiche che vi si trasferiscono (art. 2 c. 2-bis DPR 917/1986 e dal DM 4 maggio 1999); esiste inoltre un elenco di Stati detti “collaborativi” (contenuto nel DM 4 settembre 1996 e successive modifiche ed integrazioni), che rileva nei casi in cui le norme si riferiscono a Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni (art. 6 D. Lgs. 239/1996).

Al di fuori di tali casistiche, le condizioni per individuare gli Stati o territori a regime fiscale privilegiato sono attualmente contenute:

- negli artt. 47-bis e 89 DPR 917/1986, ai fini della tassazione degli utili da partecipazione in soggetti non residenti e delle plusvalenze da cessione;

- nell'art. 167 DPR 917/1986, ai fini dell'applicazione della disciplina delle Controlled Foreign Companies (CFC).

I criteri per individuare gli Stati o t...

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