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Trasferimento del lavoratore

10 Maggio 2022 |
Il potere direttivo spettante al datore di lavoro nel contratto di lavoro subordinato ricomprende, fra l'altro, la possibilità, nel corso del rapporto, di attuare modifiche unilaterali della prestazione lavorativa sotto forma di assegnazione del dipendente a una diversa sede di lavoro. Tale prerogativa può essere esercitata in caso di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, determinandosi, in assenza, la nullità dell'atto (o di un accordo in tal senso). La norma si riferisce al trasferimento da un'unità produttiva ad un'altra e non a qualsivoglia mutamento di sede di lavoro. La contrattazione collettiva spesso integra la norma di legge prevedendo condizioni aggiuntive per l'esercizio del potere di trasferimento.
Sommario
Premessa

La tematica del trasferimento del lavoratore subordinato viene esaminata con riguardo alla disciplina del lavoro privato, in considerazione del fatto che per i dipendenti di pubbliche amministrazioni, nonostante il processo di privatizzazione attuato sin dal D.Lgs. 29/1993 (ora v. D.Lgs. 165/2001), valgono spesso criteri in parte derogatori, che tengono anche conto delle particolari regole che sovrintendono alla organizzazione delle pubbliche amministrazioni (atti di organizzazione e di gestione, definizione piante organiche, ecc.) e delle pubbliche finalità soddisfatte o perseguite dai dipendenti pubblici (v. per es. Cass. 7 ottobre 2008 n. 24738).

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