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Raccolta fondi negli ETS: le linee guida del ministero


03/08/2022 | La Redazione

Il Ministero dettaglia obblighi di rendicontazione variabili a seconda della natura abituale o occasionale dell'attività di raccolta fondi e specifica il contenuto del rendiconto e della relazione illustrativa necessari per le raccolte fondi occasionali.

Il codice del Terzo settore ha previsto, per gli ETS che ricorrono all'attività di raccolta fondi, precisi obblighi di rendicontazione: gli Enti del Terzo Settore non commerciali (art. 79 c. 5 CTS) che effettuano raccolte pubbliche di fondi devono inserire all'interno del bilancio un rendiconto specifico (art. 48 c. 3 CTS) dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (art. 87 c. 6 CTS).

Le linee guida per la raccolta fondi contenute nel DM 9 giugno 2022 dettagliano gli obblighi di rendicontazione a seconda che l'attività di raccolta fondi abbia il carattere dell'abitualità o dell'occasionalità.

Raccolta fondi abituale

Nel primo caso, va ricordato che sia il rendiconto gestionale sia il rendiconto per cassa contemplano la specifica macrovoce C) nella quale devono essere riportati i corrispondenti dati contabili relativi all'attività di raccolta fondi. Gli ETS che adottano il rendiconto gestionale (in quanto tenuti per specifico obbligo di legge o per scelta volontaria), nella relazione di missione, al punto 24), devono fornire anche una descrizione dell'attività di raccolta fondi, come riportata nella sezione C) del rendiconto gestionale, comprensiva pertanto, anche della raccolta fondi abituale.

Gli ETS che adottano il rendiconto per cassa si limitano, in relazione all'attività di raccolta fondi abituale, a compilare la pertinente voce del rendiconto stesso.

Raccolta fondi occasionale

Invece, per quanto concerne la rendicontazione dell'attività di raccolta fondi occasionale, non sussiste nessuna differenziazione di regime giuridico: infatti, l'ETS, indipendentemente dalla sue dimensioni economiche, è tenuto ad allegare ai rendiconti delle singole attività di raccolta fondi occasionali, una relazione illustrativa nella quale fornisce una breve descrizione di ciascuna delle iniziative intraprese, della modalità di svolgimento dell'evento, del luogo in cui si è svolto, delle finalità perseguite e dei costi sostenuti. In particolare, l'ETS deve descrivere le voci di costo/spesa indicate nel rendiconto della singola raccolta di fondi occasionale.

A titolo esemplificativo,

  • in caso di acquisto di beni, l'ente indica il numero e la tipologia dei beni;
  • in relazione alle spese di allestimento, l'ente indica se i costi/spese sono stati sostenuti per noleggio di stand, affitto locali, pagamento suolo pubblico, per affidamento a terzi, ecc.;
  • l'ente specifica, inoltre se sono stati sostenuti costi/spese per la promozione dell'iniziativa (stampa brochure, passaggi radio televisivi, ecc.).

In relazione ai beni ricevuti in donazione con la raccolta occasionale, nel rendiconto deve essere riportato il corrispondente valore in danaro stimato ai sensi del DM 28 novembre 2019.

Per le erogazioni liberali in natura, l'ETS deve indicare la tipologia di beni raccolti e il corrispondente valore economico ai sensi dell'art. 9 TUIR.

Il valore dei beni ricevuti può essere determinato anche sulla base dei seguenti, ulteriori criteri, ai sensi del DM 28 novembre 2019:

  • il valore derivante da una perizia giurata di stima;
  • nel caso di erogazione liberale avente ad oggetto un bene strumentale, il residuo valore fiscale all'atto del trasferimento;
  • nel caso di erogazione liberale avente ad oggetto i beni di cui all'art. 85 c. 1 lett. a) e b) TUIR, il minore tra il valore determinato ai sensi dell'art. 3 c. 1 DM 28 novembre 2019 e quello determinato applicando le disposizioni dell'art. 92 TUIR.

Nella relazione illustrativa devono essere descritte in dettaglio le macrovoci inserite all'interno di ciascun rendiconto, specificando, ad esempio, con riferimento alle entrate, il numero e il prezzo dei beni di modico valore venduti, la distinzione tra elargizioni ricevute da persone fisiche o persone giuridiche (altre associazioni, società ecc.), oppure, con riferimento alle voci di uscita, il numero e il costo unitario dei beni di modico valore acquistati, eventuali rimborsi per volontari, spese di cancelleria, noleggio stand, utenze, assicurazioni ecc.

Nella tabella che segue, riepiloghiamo gli obblighi di rendicontazione relativi alle raccolte fondi degli ETS.

ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate NON inferiori a 220.000 €

ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori a 220.000 €

Raccolte fondi NON occasionali

I dati relativi devono essere indicati nel rendiconto gestionale alla lettera C) e nella relazione di missione

I dati relativi devono essere indicati alternativamente:

- nel rendiconto per cassa, lettera C);

- nel rendiconto gestionale, alla lettera C) e nella relazione di missione (ETS che si avvalgono della facoltà di redigere il bilancio d'esercizio)

Raccolte fondi occasionali

Rendiconti delle singole attività occasionali e relazione illustrativa allegati al bilancio

Rendiconti delle singole attività occasionali e relazione illustrativa, allegati al bilancio o al rendiconto per cassa

DM 9 giugno 2022