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Conferma o revoca delle misure protettive in caso di concordato prenotativo: prima applicazione del procedimento unitario


03/08/2022 | La Redazione

Il 18 luglio 2022 una società debitrice, presentava domanda prenotativa di concordato preventivo (art. 44 CCI) e congiuntamente una richiesta di misure protettive (art. 54 c. 2 CCI), a tale procedimento si applica la disciplina del procedimento unitario contenuta nel codice della crisi d'impresa, entrato in vigore il 15 luglio 2022 (Trib. Roma 21 luglio 2022).

Ricordiamo che le misure protettive (decorrenti dalla pubblicazione della domanda nel registro delle imprese) sono (art. 54 c. 2 CCI):

  • il divieto per i creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul suo patrimonio o sui beni e sui diritti con i quali viene esercitata l'attività d'impresa;
  • la sospensione delle prescrizioni e la non verificazione delle decadenze;
  • il divieto di pronunciare la sentenza di apertura della liquidazione giudiziale o di accertamento dello stato di insolvenza.

Nel caso di specie, per quanto riguarda il procedimento di conferma o revoca delle misure protettive, il CCI prevede (all'art. 55 c. 3 CCI) che il giudice "assunte, ove necessario, sommarie informazioni, conferma o revoca tali misure entro 30 giorni dall'iscrizione della domanda nel registro delle imprese con decreto reclamabile ai sensi dell'art. 669terdecies c.p.c. La durata delle misure è fissata al massimo in quattro mesi. Il decreto è trasmesso al registro delle imprese per l'iscrizione."

In applicazione di tale norma il Tribunale di Roma, nel decreto in esame, precisa che il giudice:

  • non debba fissare alcuna udienza;
  • non debba disporre che la domanda venga portata a conoscenza dei controinteressati;
  • non debba dettare altre forme di comunicazione del decreto diverse dall'iscrizione nel registro delle imprese.

Il Tribunale in sede di interpretazione della norma in esame precisa che il ricorrente nella sua richiesta di conferma delle misure protettive non deve indicare in modo specifico i controinteressati. Né si richiede che questi debbano essere previamente informati della richiesta. Il giudice, pronunciando il decreto di conferma o revoca, assume un provvedimento erga omnes efficace nei confronti di tutti gli interessati, ferma la loro legittimazione a proporre reclamo.

Precisa il Tribunale che questa procedura differisce da quanto previsto per il procedimento di conferma o revoca delle misure protettive nell'ambito della composizione negoziata (art. 19 CCI): in tale ipotesi si prevede infatti che il giudice (il quale provvede con ordinanza, non con decreto), debba fissare un'apposita udienza e abbia l'obbligo di sentire le parti, demandando al tribunale la decisione circa le modalità di notificazione per garantire la celerità del procedimento.


Trib. Roma 21 luglio 2022