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Bonus acquisto energia elettrica I e II trimestre: altre specifiche per imprese “energivore” e non


20/05/2022 | Paolo Parisi

Il decreto Sostegni-ter ha introdotto un credito d'imposta a favore di quelle imprese caratterizzate da un alto impatto dei costi energetici rispetto all'attività svolta con la finalità di compensare parzialmente gli extra costi sostenuti a causa dell'eccezionale innalzamento del prezzo dell'energia: continuiamo con l'analisi dei chiarimenti ufficiali AE in materia (Circ. AE 13 maggio 2022 n. 13/E).

Premessa

Il decreto Sostegni-ter ha introdotto un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, a favore di quelle imprese caratterizzate da un alto impatto dei costi energetici rispetto all'attività svolta con la finalità di compensare parzialmente gli extra costi sostenuti a causa dell'eccezionale innalzamento del prezzo dell'energia.

Con la Circ. AE 13 maggio 2022 n. 13/E sono stati diffusi significativi chiarimenti: proseguiamo la rassegna (vedi anche nostra news del 18 maggio).

Ambito soggettivo

Le imprese energivore possono beneficiare del contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per l'energia elettrica acquistata ed impiegata nell'attività economica durante il secondo trimestre 2022 a condizione che i «costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del primo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi» abbiano subito «un incremento del costo per kWh superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell'anno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall'impresa».

Rientrano, pertanto, nell'ambito soggettivo di applicazione della disposizione agevolativa in esame le imprese:

1) che siano qualificabili come “imprese a forte consumo di energia elettrica” ai sensi del DM 21 dicembre 2017;

2) e i cui costi medi per kWh della componente energia elettrica riferibili al primo trimestre 2022 abbiano subito un incremento in misura superiore al 30% del costo relativo al medesimo trimestre dell'anno 2019.

Costi medi per kWh della componente energia elettrica

Ai fini del calcolo del costo medio per kWh della componente energia elettrica, si tiene conto dei costi sostenuti per l'energia elettrica (incluse le perdite di rete), il dispacciamento (inclusi i corrispettivi relativi alla copertura dei costi per il mercato della capacità o ai servizi di interrompibilità) e la commercializzazione, ad esclusione di ogni altro onere accessorio, diretto e/o indiretto, indicato in fattura diverso dalla componente energetica. Si tratta, sostanzialmente, della macrocategoria abitualmente indicata in fattura complessivamente alla voce “spesa per la materia energia”.

Concorrono al suddetto calcolo i costi della componente energia eventualmente sostenuti in esecuzione di contratti di fornitura di durata stipulati dall'impresa.

Diversamente, non concorrono al calcolo del costo medio sopra indicato, a titolo esemplificativo, le spese di trasporto, le coperture finanziarie sugli acquisti di energia elettrica, né, per espressa previsione normativa, le imposte inerenti alla componente energia. Il costo medio così calcolato va ridotto, inoltre, dei relativi sussidi. Si ritiene, al riguardo, che per “sussidio” debba intendersi qualsiasi beneficio economico (fiscale e non fiscale) conseguito dall'impresa energivora, a copertura totale o parziale della componente energia elettrica e ad essa direttamente collegata. Si tratta, in particolare, di sussidi riconosciuti in euro/MWh o in conto esercizio sull'energia elettrica.

Si precisa che imposte e sussidi rilevano esclusivamente ai fini del calcolo del costo medio della componente energia elettrica, relativo al primo trimestre del 2019 e del 2022. Non rilevano, invece, per il calcolo del credito d'imposta parametrato alle spese agevolabili sostenute nel secondo trimestre 2022 e il credito d'imposta è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l'energia elettrica prodotta dalle suddette imprese e autoconsumata nel secondo trimestre 2022.

Con riferimento alle imprese non ancora costituite alla data del 1° gennaio 2019, sempreché risultino iscritte nell'elenco, per l'anno 2022, di cui all'art. 6 c. 1 del citato DM, in assenza di dati relativi al parametro iniziale di riferimento normativamente previsto (ossia del costo medio della componente energia elettrica del primo trimestre del 2019, necessario per il raffronto con i costi medi della materia energia relativa al primo trimestre 2022), questo si assume pari alla somma delle seguenti componenti:

  • valore medio del Prezzo unico nazionale dell'energia elettrica all'ingrosso (PUN) pari, per il primo trimestre 2019, a 59,46 €/MWh11;
  • valore di riferimento del prezzo di dispacciamento (PD) pari, per il primo trimestre 2019, a 9,80 €/MWh12;

per un importo complessivo pari a 69,26 €/MWh.

Credito d'imposta spettante per il secondo trimestre 2022

Il credito d'imposta, inizialmente stabilito nella misura del 20% della spesa sostenuta per l'acquisto/produzione della componente energia utilizzata/autoconsumata, è stato rideterminato in misura pari al 25% della stessa, in virtù dell'intervento normativo di cui all'art. 5 c. 1 DL 21/2022.

Costituisce, quindi, presupposto per l'applicazione della disposizione in commento, il sostenimento di spese per la componente energetica acquistata o prodotta ed effettivamente utilizzata nel periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2022.

Si considera spesa agevolabile quella sostenuta per l'acquisto della componente energetica (costituita dai costi per l'energia elettrica, il dispacciamento e la commercializzazione), ad esclusione di ogni onere accessorio, diretto e/o indiretto, indicato in fattura diverso dalla componente energetica. Si tratta, sostanzialmente, della macrocategoria abitualmente indicata in fattura complessivamente alla voce “spesa per la materia energia” e non costituiscono spese agevolabili, a titolo di esempio, le spese di trasporto e le coperture finanziarie sugli acquisti di energia elettrica.

Le spese per l'acquisto dell'energia elettrica utilizzata si considerano sostenute in applicazione dei criteri di cui all'art. 109 c. 1 e 2 TUIR e il loro sostenimento nel periodo di riferimento deve essere documentato mediante il possesso delle fatture di acquisto.

Il credito d'imposta è determinato con riguardo al prezzo convenzionale della stessa, pari alla media, relativa al secondo trimestre 2022, del prezzo unico nazionale dell'energia elettrica. Si precisa che la produzione e l'autoconsumo di quest'ultima devono essere comprovati mediante idonea documentazione, che consenta di attestarne, tra l'altro, l'effettiva corrispondenza quantitativa; in particolare, nel caso in cui dovesse mancare tale corrispondenza, il credito d'imposta sarà parametrato al minore tra i due valori.

Il credito di imposta in esame:

  • non incide sul calcolo della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d'impresa (art. 61 TUIR);
  • non rileva ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito d'impresa ai sensi dell'art. 109 c. 5 TUIR.

La Ris. AE 21 marzo 2022 n. 13/E ha istituito il codice tributo “6961” denominato “credito d'imposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) – art. 4 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17”.

L'art. 9 DL 21/2022, oltre a stabilire che il credito d'imposta è utilizzabile “entro la data del 31 dicembre 2022”, consente, altresì, la cessione del credito d'imposta, in alternativa alla fruizione diretta, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione. È fatta salva, inoltre, la possibilità di effettuare due ulteriori cessioni, successive alla prima, solo a favore di:

  • banche e intermediari finanziari iscritti all'albo previsto dall'art. 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (D.Lgs. 385/93);
  • società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all'albo di cui all'art. 64 del predetto testo unico;
  • imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del D.Lgs. 209/2005.

La circostanza che il legislatore abbia precisato che i crediti di cui trattasi sono cedibili “solo per intero” implica che l'utilizzo parziale di ciascun credito in compensazione tramite modello F24 impedisce la cessione della quota non utilizzata. Sempre in tema di utilizzo in compensazione, il c. 2 dell'art. 15 in esame stabilisce che «non si applicano i limiti di cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388».

Da quanto sopra, ne deriva che, fermo restando l'utilizzo in compensazione entro il 31 dicembre 2022, non trovano applicazione:

  • il limite annuale di € 250.000 applicabile ai crediti d'imposta agevolativi (art. 1 c. 53 L. 244/2007);
  • il limite generale di compensabilità dei crediti d'imposta e contributi di cui all'art. 34 L. 388/2000, previsto per ciascun anno solare e pari a € 2 milioni.

Circ. AE 13 maggio 2022 n. 13/E

art. 15 DL 4/2022