NEWS

ETS: la relazione dell'organo di controllo


20/05/2022 | Fioranna Negri

Il CNDCEC ha pubblicato il modello di relazione che l'organo di controllo degli ETS deve rilasciare in occasione dell'approvazione del bilancio d'esercizio da parte dell'assemblea degli associati. Il modello si ispira alle norme di comportamento pubblicate dallo stesso CNDCEC ed è rivolto all'organo di controllo senza incarico di revisione legale.

Il CNDCEC ha pubblicato il modello di relazione che l'organo di controllo degli ETS deve rilasciare in occasione dell'approvazione del bilancio d'esercizio, chiuso al 31 dicembre 2021, da parte dell'assemblea degli associati. Il modello si ispira alle norme di comportamento pubblicate dallo stesso CNDCEC nel dicembre 2020 ed è rivolto all'organo di controllo senza incarico di revisione legale.

È utile richiamare, innanzitutto, le regole dettate dalla normativa vigente in materia di organo di controllo degli ETS, in particolare, è l'art. 30 D.Lgs. 117/2017 (c.d. Codice del Terzo Settore o CTS) che ne disciplina la nomina e ne stabilisce le funzioni.

Quanto alla nomina, l'art. 30 stabilisce che l'organo di controllo deve essere nominato dall'assemblea dei soci quando l'ETS supera, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti limiti:

  • totale dell'attivo patrimoniale: euro 110.000;
  • ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: euro 220.000;
  • dipendenti occupati in media durante l'esercizio: n. 5 unità.

Quanto alle funzioni, il CTS disciplina dettagliatamente i compiti e le funzioni attribuiti all'organo di controllo aggiungendo alcuni doveri specifici non ricompresi nell'art. 2403 c.c., in particolare, l'organo di controllo deve:

  • vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto;
  • vigilare sul rispetto dei principi di corretta amministrazione (specifico dovere di vigilanza con riferimento alle disposizioni D.Lgs. 231/2001);
  • vigilare sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile;
  • esercitare il controllo contabile laddove richiesto dalla norma;
  • effettuare a propria discrezione atti di ispezione e di controllo;
  • ottenere informazioni dagli amministratori sull'andamento delle operazioni sociali;
  • monitorare l'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilitàsociale, con particolare riguardo alle disposizioni di cui all'art. 5 «Attività di interesse generale», all'art. 6 «Attività diverse», all'art. 7 «Raccolta fondi» e all'art. 8 «Destinazione del patrimonio e assenza di scopo di lucro»;
  • attestare la conformità del bilancio sociale alle linee guida riportate nell'art.14;
  • monitorare il rispetto dell'obbligo assicurativo, in quanto norma di legge (art. 18 CTS «Assicurazione obbligatoria») dei volontari per malattie e infortuni, nonché per la responsabilità civile verso terzi.

È interessante rilevare che, dal dato letterale dell'art. 30 CTS, non si evincono tutte le regole utili a garantire la funzionalità operativa dell'organo di controllo, quali ad esempio, fra le principali:

  • la composizione numerica del collegio non monocratico (da tre a cinque membri), la sua presidenza e i compensi;
  • la nomina dei sindaci supplenti;
  • la durata del mandato;
  • la cessazione dall'ufficio e la sostituzione;
  • la pubblicità della nomina;
  • le denunce ex art. 2408 c.c.

Fra i doveri espressamente citati dal CTS non risulta neppure che l'organo di controllo debba rilasciare una relazione sullo svolgimento delle proprie attività all'assemblea degli associati in occasione dell'approvazione del bilancio d'esercizio.

Sul punto della mancata indicazione di norme specifiche il CTS, all'art. 3 c. 2 chiarisce che “per quanto non previsto dal presente Codice, agli enti del terzo settore si applicano, in quanto compatibili, le norme del codice civile e le relative disposizioni di attuazione”.

Sulla base di tale specifica previsione normativa è, dunque, possibile rifarsi al codice civile per tutte le regole che non trovano un diretto richiamo nell'ambito del CTS e fra queste, pertanto, è compatibile con il CTS anche la regola che prevede l'emissione della relazione dell'organo di controllo per l'assemblea dei soci chiamati ad approvare il bilancio.

Tale impostazione è ribadita anche dal CNDCEC nel suo Documento “Norme di comportamento degli organi di controllo degli enti del Terzo settore” alla Norma 7.1 “Struttura e contenuto della relazione all'assemblea degli azionisti”. Il CNDCEC ha preso la Norma 7.1 come base di riferimento per redigere il modello standard della relazione dell'organo di controllo.

Nello specifico lo standard della relazione proposta dal CNDCEC, oltre a riprendere le tematiche tipiche della relazione al bilancio del collegio sindacale delle società di capitale, illustra l'esposizione delle analisi e dei risultati ottenuti in risposta all'assolvimento dei doveri specifici che caratterizzano la funzione dell'organo di controllo nell'ambito degli ETS, ossia la sintesi e i risultati dell'attività di vigilanza svolta ai sensi dell'art. 30 c. 7 che si aggiunge ai doveri di cui all'art. 2403 c.c.

Quindi, l'organo di controllo deve relazionare all'assemblea anche in merito alle seguenti attività:

  • monitoraggio dell'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, con particolare riguardo alle disposizioni di cui (i) all'art. 5 del Codice del Terzo Settore, inerente all'obbligo di svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale, (ii) all'art. 6, inerente al rispetto dei limiti di svolgimento di eventuali attività diverse, (iii) all'art. 7, inerente alla raccolta fondi, e (iv) all'art. 8, inerente alla destinazione del patrimonio e all'assenza (diretta e indiretta) di scopo di lucro;
  • vigilanza sull'osservanza delle disposizioni recate dal D.Lgs. 231/2001, laddove applicabile, con l'indicazione dell'esistenza di appositi flussi informativi a garanzia dell'informazione periodica che compete all'organismo di vigilanza.

Il Documento del CNDCEC riporta anche uno standard di riferimento dell'”Attestazione di conformità del bilancio sociale alle Linee guida di cui al decreto 4 luglio 2019 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”, che l'organo di controllo deve inserire nel Bilancio sociale dell'ETS, nel caso in cui quest'ultimo sia tenuto a redigerlo, avendo recepito nell'anno entrate superiori a euro 1 milione (ai sensi dell'art. 14 CTS).

L'attestazione deve riportare la “Rendicontazione della attività di monitoraggio e dei suoi esiti” descrivendo l'attività di monitoraggio svolta per accertare l'osservanza delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale da parte dell'ETS, con particolare riguardo alle disposizioni di cui agli art. 5, 6, 7 e 8 dello stesso Codice del Terzo Settore, così come richiesto dall'art. 30 c. 7 CTS. In questo caso sarà sufficiente che la relazione al bilancio di esercizio rimandi all'attestazione del bilancio sociale per l'esposizione delle verifiche e dei risultati raggiunti sull'attività in questione.

L'attestazione deve dar conto dell'eventuale presenza di deroghe alle Linee guida del Ministero indicando eventuali parziali conformità agli standard nazionali o internazionali di rendicontazione. All'organo di controllo compete, inoltre, rilevare se il contenuto del bilancio sociale risulti manifestamente incoerente con i dati riportati nel bilancio d'esercizio e/o con le informazioni e i dati in possesso dello stesso organo di controllo.

Lo standard prevede, inoltre che l'organo di controllo riassuma le verifiche svolte a supporto dell'attestazione rilasciata e nello specifico quest'ultimo deve indicare di aver verificato:

  • la conformità della struttura del bilancio sociale rispetto all'articolazione per sezioni di cui al paragrafo 6 delle Linee guida;
  • la presenza nel bilancio sociale delle informazioni di cui alle specifiche sotto-sezioni esplicitamente previste al paragrafo 6 delle Linee guida, salvo adeguata illustrazione delle ragioni che abbiano portato alla mancata esposizione di specifiche informazioni;
  • il rispetto dei principi di redazione del bilancio sociale di cui al paragrafo 5 delle Linee guida, tra i quali i principi di rilevanza e di completezza che possono comportare la necessità di integrare le informazioni richieste esplicitamente dalle linee guida.

In caso di situazioni di dissenso all'interno dei componenti l'organo di controllo, il Documento del CNDCEC in argomento, ribadisce la stessa procedura illustrata nelle “Norme di comportamento del collegio sindacale” delle società di capitale, ossia, ogni componente ha il diritto di riportare nel verbale i motivi del proprio dissenso e di riferire all'assemblea o ad altro organo equivalente, la propria opinione difforme rispetto a quella riportata dalla maggioranza dei componenti l'organo di controllo.

art. 30 D.Lgs. 117/2017