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Export in Russia e Made in Italy: le risposte della Commissione UE


12/05/2022| Sara Armella



Il quarto pacchetto di sanzioni alla Russia, approvato con il Reg. UE 428/2022, ha introdotto uno specifico divieto di esportazione verso la Russia dei “prodotti di lusso”, una black list che comprende molti beni tipici del Made in Italy, quali vini, tartufi, abbigliamento e gioielli del valore superiore a € 300 per articolo. In tale divieto di export rientrano anche settori molto significativi per l'economia italiana, tra cui i veicoli per il trasporto terrestre, aereo e marittimo di persone dal valore unitario superiore a € 50.000 e le moto vendute all'export per più di € 5.000. La lista comprende, tuttavia, anche altri molti altri beni specificamente indicati nell'all. XVIII del Reg. UE 428/2022, come occhiali, profumi e prodotti elettronici.

Uno degli aspetti di maggiori difficoltà attuative è la prevenzione delle c.d. triangolazioni, ossia la cessione e il trasporto di beni a Paesi terzi, ma destinati a un utilizzo finale in Russia. I regolamenti UE vietano, infatti, ogni vendita verso Paesi non allineati alle restrizioni europee, con lo scopo di aggirare le sanzioni alla Russia. Anche tali condotte rientrano nel perimetro delle sanzioni, giacché i regolamenti europei hanno previsto che, ove i beni siano destinati a essere utilizzati in Russia o venduti a soggetti russi, la vendita rappresenterebbe, in ogni caso, una violazione delle sanzioni, punita dall'art. 20 D.Lgs. 221/2017 con la detenzione da due a sei anni.

Al riguardo, è stato chiarito che non rappresenta un comportamento punibile la cessione dei prodotti oggetto di divieto verso altre destinazioni, come Paesi extra UE come Turchia o Kazakistan, nel caso in cui le merci siano effettivamente destinate a essere utilizzate in tali territori.

Al fine di dimostrare l'effettiva buona fede della Società, evitando possibili contestazioni ex post di triangolazioni elusive delle misure restrittive, la Commissione UE consiglia, quindi, agli esportatori di inserire specifiche clausole contrattuali con i propri partner commerciali dei Paesi terzi, volte a confermare la destinazione finale dei prodotti al di fuori del territorio russo, con la totale assunzione di responsabilità dell'acquirente in caso di violazione della clausola.

Allo stesso modo, la Commissione europea chiarisce che non sono soltanto le operazioni effettuate mediante trasporto verso la Russia a essere incluse nel campo di applicazione delle sanzioni disposte dall'UE. Anche la semplice vendita di prodotti oggetto di restrizione che si trovino già in Russia, effettuata nei confronti di soggetti russi, rappresenta, infatti, una violazione degli embarghi UE. La vendita di prodotti di lusso, già importati in Russia, dal valore superiore a € 300 rappresenta, quindi, in ogni caso un comportamento sanzionato dalle misure restrittive dell'Unione europea.

È stato, inoltre, ulteriormente specificato il significato del termine ”articolo”, sulla base del quale computare il valore di riferimento di € 300. Secondo la Commissione europea, in particolare, per ”articolo” deve intendersi l'unità supplementare individuata nella dichiarazione di esportazione (casella 31 del DAU). In particolare, poiché la normativa doganale definisce i colli come la più piccola unità di imballaggio esterno, il numero di colli indicato nella dichiarazione di esportazione è quindi riferito ai singoli articoli imballati in modo tale da non poter essere divisi senza prima disfare l'imballaggio, oppure il numero di pezzi, ove non imballati.

Di conseguenza per il termine “articolo” necessita di intendersi qualsiasi imballaggio utilizzato per la vendita al dettaglio. Nel caso in cui si tratti di prodotti alcolici, per esempio, la confezione di tre birre è valutata come un unico articolo se venduta come un unico imballaggio, mentre la singola bottiglia di vino è classificabile come un singolo prodotto se acquistata separatamente.

La Commissione UE, nelle risposte fornite il 2 maggio, ha, inoltre, specificato che sono inclusi nei divieti alle esportazioni dei prodotti di lusso anche per quelli originari da Paesi extra-UE non allineati alle sanzioni, come ad esempio la Serbia o la Turchia, che transitino nel territorio UE, poiché la misura restrittiva è riferita anche al semplice transito dei prodotti.

La Commissione UE risponde, infine, a un interrogativo presentato da numerose imprese italiane, concernente il valore di riferimento applicabile agli accessori e ai pezzi di ricambio individuati al punto 17) dell'allegato XVII Reg. 428/2022. Il quesito presentato alla Commissione richiedeva, in particolare se a tali prodotti fosse necessario applicare il valore inerente i veicoli, ossia € 50.000, quello delle motociclette, pari a € 5.000, oppure quello di default di € 300. A tale domanda, la Commissione UE risponde affermando che gli accessori e le parti di ricambio, destinate ai veicoli e agli apparecchi individuati in tale allegato, sono soggette alle restrizioni, dovendo applicarsi il valore di € 300. Solo nel caso in cui i beni abbiano un prezzo inferiore saranno, pertanto, liberamente esportabili in Russia.

Reg. UE 428/2022