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Trattative di vendita: come valutare il silenzio del venditore?


12/05/2022| La Redazione

Nella fase delle trattative di una vendita immobiliare, il silenzio da parte del venditore sull'esistenza di irregolarità urbanistiche non integra un'ipotesi di dolo omissivo. Questo perché il promissario acquirente ha comunque la concreta possibilità di rendersi conto dei possibili abusi edilizi e, dunque, di poter verificare la conformità dello stato di fatto a quello di diritto.

La cassazione ricorda, infatti, che il dolo omissivo, pur potendo viziare la volontà, è causa di annullamento (ai sensi dell'art. 1439 c.c.) solo quando l'inerzia della parte si inserisca in un complesso comportamento, adeguatamente preordinato, con malizia o astuzia, a realizzare l'inganno perseguito, determinando così l'errore del contraente raggirato.

Di conseguenza, il semplice silenzio, anche in ordine a situazioni di interesse della controparte, e la reticenza non modificano la rappresentazione della realtà, ma si limitano a non contrastare la percezione che di essa abbia l'altro contraente e quindi non costituiscono di per sé causa invalidante del contratto.

Cass. 11 aprile 2022 n. 11605