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Rientro dei cervelli: regime agevolato in caso di contestuale attività svolta in Italia


28/04/2022 | La Redazione

I ricercatori e i docenti rientrati dall'estero, dopo aver prestato attività lavorativa in Italia contestualmente allo svolgimento di attività di docenza e ricerca all'estero, hanno diritto al regime fiscale agevolato (Risp. AE 27 aprile 2022 n. 222).

Non è ostativo alla fruizione del beneficio fiscale previsto per i ricercatori e i docenti rientrati dall'estero (l'art. 44 DL 78/2010) l'aver prestato attività lavorativa in Italia contestualmente allo svolgimento di attività di docenza e ricerca all'estero, anche se l'attività di ricerca e docenza all'estero svolta per 24 mesi continuativi non coincide con i due anni immediatamente precedenti il rientro in Italia.

Una ricercatrice italiana dall'ottobre 2012 risiede all'estero dove ha svolto documentata attività di ricerca e docenza presso università e centri di ricerca pubblici e privati per 24 mesi continuativi (dal 1° settembre 2014 al 31 agosto 2016). Dall'estero ha prestato, inoltre, attività a distanza di lavoro subordinato part-time, dal 27 dicembre 2016 al 18 aprile 2018, per una società italiana, e ha svolto un soggiorno di ricerca temporaneo, dal 1° marzo 2017 al 30 giugno 2017, presso l'archivio di una Fondazione in Italia. Dal 1° aprile 2022 svolge attività di ricerca presso un Istituto in Italia in forza di un contratto di lavoro subordinato e a partire dalla stessa data s'impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno tre anni prestando l'attività lavorativa in modo prevalente.

L'Agenzia chiarisce che:

  • sono considerati prodotti fuori dal territorio italiano i redditi percepiti per l'attività di lavoro dipendente part-time per la società italiana, svolta dall'estero e in modalità a distanza;
  • con riguardo al soggiorno di ricerca temporaneo svolto in Italia dal 1° marzo 2017 al 30 giugno, avendo la ricercatrice prestato attività di ricerca in Italia per un periodo inferiore a 183 giorni, il 2017 non può essere assunto come periodo d'imposta in cui ha prodotto reddito da docenza o ricerca nel territorio dello Stato in modo prevalente;
  • i 24 mesi di attività di ricerca e docenza all'estero non devono essere necessariamente svolti immediatamente prima del rientro in Italia, essendo necessario solamente che tale periodo di attività sia effettivamente svolto in maniera continuativa e ininterrotta (Circ. AE 23 maggio 2017 n. 17/E);
  • la ricercatrice potrà fruire degli incentivi fiscali previsti per il cd. “rientro dei cervelli” dal periodo d'imposta 2022 e per i successivi cinque periodi d'imposta al permanere della residenza in Italia.

Risp. AE 27 aprile 2022 n. 222

art. 44 DL 78/2010

Circ. AE 23 maggio 2017 n. 17/E