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Il lavoratore che occasionalmente svolge anche attività non dipendente all’estero ha diritto al regime impatriati?


28/04/2022 | La Redazione

Il lavoratore che trasferisca la residenza fiscale in Italia per proseguire, in modalità da remoto, l'attività lavorativa resa a beneficio del proprio datore di lavoro estero ha diritto al regime impatriati anche se svolge occasionalmente all'estero attività non dipendente (Risp. AE 27 aprile 2022 n. 223).

L'Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento sul regime speciale per lavoratori impatriati nel caso di rientro in Italia di un medico con attività svolta in smart working alle dipendenze di un datore di lavoro estero, eseguendo anche una attività lavorativa occasionale non dipendente in USA.

L'accesso al regime speciale per i lavoratori impatriati è ammissibile per il lavoratore che trasferisca la residenza fiscale in Italia per proseguire, in modalità da remoto, l'attività lavorativa resa a beneficio del proprio datore di lavoro estero, a nulla rilevando la circostanza che durante il periodo agevolato, il medesimo svolga occasionalmente sul territorio estero delle prestazioni di lavoro non dipendente, sempreché sia assicurata la prevalenza dell'attività lavorativa nel territorio italiano.

L'agevolazione fiscale risulta applicabile ai soli redditi che si considerano prodotti nel territorio dello Stato. Ciò è in linea con la finalità delle norme tese ad agevolare i soggetti che si trasferiscono in Italia per svolgervi la loro attività.

L'esenzione, quindi, non spetta per i redditi derivanti da attività di lavoro prestata fuori dai confini dello Stato (nel caso esaminato, l'esecuzione in territorio americano di prestazioni occasionali di lavoro non dipendente).

Risp. AE 27 aprile 2022 n. 223

art. 16 D.Lgs. 147/2015