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Dividendi e plusvalenze conseguiti da ente pubblico estero: trattamento fiscale


28/04/2022 | La Redazione

L'AE ha analizzato il regime fiscale dei dividendi italiani e delle plusvalenze da cessione di partecipazioni in società italiane conseguiti da un ente pubblico estero che gestisce risorse finalizzate alla costituzione di riserve a beneficio del sistema previdenziale obbligatorio (Risp. AE 27 aprile 2022 n. 224).

L'AE ha analizzato il regime fiscale dei dividendi italiani e delle plusvalenze da cessione di partecipazioni in società italiane conseguiti da un ente pubblico estero (francese) che gestisce risorse finalizzate alla costituzione di riserve a beneficio del sistema previdenziale obbligatorio.

Nel dettaglio, secondo l'AE, l'ente pubblico, non essendo assimilato a un fondo pensione e non rientrando tra gli enti di previdenza obbligatoria, non potrà beneficiare:

  • della ritenuta dell'11% (in luogo di quella ordinaria del 26%) per i dividendi italiani corrisposti a fondi pensione istituiti in Stati UE o SEE (art. 27 c. 3 DPR 600/73);
  • dell'esenzione dall'imposta sulle transazioni finanziarie prevista per le cessioni di azioni o strumenti finanziari partecipativi rilevanti ai fini dell'imposta a favore di soggetti qualificati operanti in ambito previdenziale (di cui all'art. 16 c. 5 DM 21 febbraio 2013).

Quanto alle plusvalenze da cessione di partecipazioni, secondo la Convenzione Italia-Francia, queste sono imponibili solo nello Stato in cui l'alienante è residente (dunque in Francia) (art. 13 par. 4 Convenzione Italia-Francia). Sono però previste due deroghe (art. 8 Protocollo Convenzione Italia-Francia):

  • la prima riguarda la cessione di partecipazioni in una società immobiliare;
  • la seconda riguarda le partecipazioni, anche non immobiliari, importanti. Si ha una partecipazione importante se il cedente, da solo o con persone associate o collegate, dispone direttamente o indirettamente di azioni o di quote che danno complessivamente diritto ad almeno il 25% degli utili della società.

Si segnala, inoltre, che secondo la Convenzione in esame, nei casi in cui un reddito è esentato da imposizione in uno dei due Stati, l'esenzione è accordata se e nei limiti in cui tale reddito è imponibile nell'altro Stato (art. 15 Protocollo Convenzione Italia-Francia). Nel caso di specie, l'AE, richiamando tale principio, chiarisce che le plusvalenze realizzate a seguito di cessione di partecipazioni, nel caso di:

  • partecipazioni non qualificate e relative a società italiane quotate, si considerano non territorialmente rilevanti in Italia e, dunque, sono escluse da imposizione;
  • partecipazioni non qualificate e non quotate, sebbene territorialmente rilevanti in Italia, non risultano imponibili (ciò in quanto l'ente è residente in uno Stato che assicura un adeguato scambio di informazioni con l'Italia);
  • partecipazioni qualificate, sono assoggettate ad imposta sostitutiva del 26%.

Risp. AE 27 aprile 2022 n. 224