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Gli ETS possono utilizzare il Superbonus fino al 2025

14/01/2022| Fioranna Negri

L'art. 119 lett. d-bis DL 34/2020 conv. in L. 77/2020 (decreto “Rilancio”) ha ricompreso fra i beneficiari del superbonus le ONLUS, le ODV, le APS e le associazioni e società sportive dilettantistiche, detrazione applicabile per interventi di efficientamento energetico, di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaico e delle infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

È utile ricordare che il beneficio fiscale riconosciuto sugli interventi di ristrutturazione è stato introdotto dall'art. 16-bis DPR 917/86, che prevedeva la possibilità di utilizzare una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese sostenute, fino ad un massimo di € 48.000 per ogni unità immobiliare. La percentuale di detrazione è stata poi elevata al 50% e le spese massime per unità immobiliare a € 96.000, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021. La detrazione è utilizzabile in dieci anni con la ripartizione del credito d'imposta in dieci quote di pari importo. L'art. 119 del citato Decreto Rilancio, in considerazione della situazione di emergenza sanitaria e delle politiche sociali ad essa connesse, ha prorogato dal 31 dicembre 2021 al 30 giugno 2022 il periodo entro il quale le spese effettuate per la ristrutturazione edilizia possono beneficiare del credito di imposta e ha inserito delle specifiche disposizioni integrative alla norma sopra citata, sia con riferimento alle modalità di fruizione del beneficio fiscale per tutte le fattispecie di interventi edilizi, che riferite all'ammontare del beneficio stesso. In particolare:

- aumenta il credito d'imposta al 110%, il cosiddetto “superbonus”;

- stabilisce che in alternativa all'utilizzo diretto della detrazione spettante, i contribuenti possono optare, alternativamente:

  • per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino ad un importo massimo pari al corrispettivo stesso;
  • per la cessione del credito d'imposta di pari ammontare.

L'agevolazione fiscale del “superbonus” spetta in generale per gli interventi edilizi effettuati su parti comuni di edifici, su unità immobiliari indipendenti all'interno di edifici plurifamiliari e per singole unità immobiliari, fino ad un massimo di spesa prestabilita per tipologia di edificio e al verificarsi di determinate condizioni rappresentate da opere di ristrutturazione cosiddette “trainanti”: (i) per isolamento termico che incidano per oltre il 25% sulla superficie disperdente, (ii) per sostituzione di impianti di riscaldamento o raffrescamento centralizzati con altri funzionalmente indipendenti o (iii) per interventi antisismici, da effettuare congiuntamente alle opere di ristrutturazione “trainate”, rappresentate dagli interventi di efficientamento delle opere primarie. Le opere “trainanti” e le opere “trainate” devono essere effettuate nello stesso periodo di vigenza del beneficio fiscale.

Il c. 1 dell'art 119 DL Rilancio stabilisce che il credito d'imposta è recuperabile, tra gli aventi diritto, in cinque quote annuali di pari importo per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nell'anno 2022.

Per poter fruire della detrazione occorre possedere o detenere l'immobile oggetto dell'intervento, al momento dell'avvio dei lavori o di sostenimento delle spese, sulla base di un titolo idoneo a rappresentarne un diritto reale quale: proprietà, usufrutto, abitazione o di comodato anche gratuito. Il diritto deve essere supportato da idonea documentazione comprovante tale titolo: contratto di acquisto, di usufrutto, di locazione anche finanziaria.

Per la determinazione dell'aliquota corretta il contribuente dove fare riferimento al “criterio di cassa” o al “criterio di competenza” a seconda che trattasi di persona fisica, professionista o ente non commerciale, piuttosto che impresa individuale, società o ente commerciale. In particolare, indipendentemente dall'avvio dei lavori, a seconda del criterio da adottare, occorre fare riferimento:

- per il criterio di cassa: al momento del pagamento della spesa;

- per il criterio di competenza: alla data di ultimazione della prestazione.

Il credito di imposta è utilizzabile fino a capienza dell'imposta dovuta, quindi nel caso che ecceda non è possibile portare in detrazione nel periodo di imposta successivo l'importo in eccesso.

La normativa riserva una distinzione con riferimento alle ONLUS, ODV e APS, chiarita dalla Circ. AE 22 dicembre 2020 n. 30/E, che specifica che per questi enti non opera la limitazione prevista dalla norma sulla tipologia di edifici per i quali è possibile usufruire del beneficio fiscale, sopra riportata. Quindi alle ONLUS, ODV e APS spetta la detrazione per “tutti gli interventi agevolabili indipendentemente dalla categoria catastale e dalla destinazione dell'immobile, purché gli interventi ammessi al superbonus siano effettuati sull'intero edificio o sulle unità immobiliari”. D'altra parte, la stessa circolare specifica che per le associazioni sportive dilettantisticheil superbonus è limitato ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi”.

In sintesi, le ONLUS, le ODV, le APS e le associazioni e società sportive dilettantistiche possono fruire della detrazione del 110% per le spese documentate rimaste a carico dell'ente, ossia che non sono state rimborsate, sostenute dal 1°luglio 2020 al 30 giugno 2022, da determinare secondo il criterio della cassa, ossia che siano state effettivamente pagate nel periodo indicato e senza limitazioni derivanti dalla tipologia catastale dell'edificio o dalla sua destinazione.

Come anticipato, la Legge di bilancio 2022 proroga i termini di validità del beneficio fiscale derivante dal riconoscimento della maggiore detrazione del 110%, sia per gli interventi “trainanti” che per gli interventi “trainati”, riconoscendo, nello specifico anche alle ONLUS, ODV, APS e le associazioni sportive dilettantistiche la possibilità di beneficiare del credito di imposta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025 secondo la seguente gradazione:

- nella misura del 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023;

- nella misura del 70% per le spese sostenute nel 2024;

- nella misura del 65% per le spese sostenute nel 2025.