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Tassazione del bonus fedeltà della polizza assicurativa


14/01/2022 | La Redazione

Il bonus fedeltà corrisposto da una polizza a vita intera è assoggettato ad imposta sostitutiva al momento del riscatto o al decesso dell'assicurato, a condizione che alle scadenze periodiche non sia determinabile un rendimento finanziario (Risp. AE 13 gennaio 2022 n. 20).

Il bonus fedeltà corrisposto da una polizza a vita intera è assoggettato ad imposta sostitutiva del 26% (di cui all'art. 26-ter DPR 600/73) al momento del riscatto o al decesso dell'assicurato, a condizione che alle scadenze periodiche non sia determinabile un rendimento finanziario.

Nel caso di specie, la polizza a vita intera prevede:

  • prestazioni ricorrenti programmate, il cui ammontare viene calcolato sulla base di determinati parametri e finanziato mediante l'annullamento o il riscatto di quote di un fondo interno detenuto dall'impresa di assicurazione o di un OICR collegato al contratto nel quale sono investiti i premi versati;
  • corresponsione di un capitale al decesso dell'assicurato o in caso di riscatto anticipato, determinato in funzione del valore delle quote del predetto fondo o OICR al momento del decesso o della richiesta di riscatto.

Si ricorda che:

  • i proventi corrisposti in dipendenza di contratti di assicurazioni sulla vita costituiscono redditi di capitale (di cui all'art. 44 c. 1 lett. g-quater DPR 917/86) e sono assoggettati ad imposta sostitutiva del 26%;
  • i capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita, a copertura del rischio demografico, sono esenti dall'IRPEF (art. 34 DPR 601/73).

Nel caso di specie, la polizza in oggetto, non offrendo alcuna garanzia di restituzione del capitale investito, non vi è alcuna certezza per tassare il capitale corrisposto al momento dell'erogazione della singola prestazione.

Dunque, l'imposta sostitutiva risulta sospesa fino al momento dell'erogazione del capitale assicurato a seguito di riscatto o a scadenza del contratto.

L'imposta sostitutiva si applicherà sull'eventuale reddito venutosi a determinare al momento dell'erogazione della prestazione, qualora sussista un differenziale positivo tra l'ammontare delle prestazioni ricorrenti programmate aumentato della prestazione corrisposta alla scadenza o al riscatto anticipato, e l'ammontare dei premi versati.

Nel caso in cui la prestazione finale sia corrisposta al beneficiario per effetto del decesso dell'assicurato, secondo l'AE, occorre ripartire il reddito calcolato alla morte dell'assicurato, attribuendolo in modo proporzionale all'ammontare delle prestazioni ricorrenti erogate durante la vita dell'assicurato e a quello erogato all'atto del decesso, escludendo comunque dalla determinazione del reddito imponibile gli importi (prestazione e premio) riferiti al rischio demografico.

Quanto al bonus fedeltà, lo stesso, si aggiunge, in caso di decesso dell'assicurato, all'importo della prestazione assicurativa caso morte. Analogamente, in caso di permanenza nel contratto oltre il quinquennio, ogni cinque anni dalla data di decorrenza della polizza, il bonus viene liquidato sul conto corrente dell'assicurato.

Considerato che il guadagno dell'assicurato è definito solo al momento del riscatto del decesso, l'assoggettamento ad imposta sostitutiva del bonus fedeltà deve avvenire in tale momento, sempreché alle scadenze periodiche non sia determinabile con certezza un vero e proprio rendimento finanziario della polizza.

Inoltre, secondo l'AE il bonus fedeltà:

  • è strettamente correlato all'investimento di natura finanziaria;
  • non è qualificabile come componente erogata a fronte della copertura del rischio demografico.

L'evento morte rappresentando semplicemente il momento in cui sorge il diritto alla prestazione assicurativa da parte dei beneficiari, non può considerarsi collegato al rischio demografico. Pertanto, in relazione a tali somme non può trovare applicazione l'esenzione dall'IRPEF (di cui all'art. 34 DPR 601/73).

Risp. AE 13 gennaio 2022 n. 20