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Il pignoramento del conto corrente non integra forza maggiore


14/01/2022 | La Redazione

Sanzionabile il contribuente per il mancato pagamento di imposte in ragione del pignoramento delle somme sul proprio conto corrente: tale atto non rappresenta un'esimente (CTR Piemonte 13 ottobre 2021 n. 800).

La nozione di forza maggiore comporta la sussistenza sia di un elemento oggettivo - relativo alle circostanze anormali e estranee all'operatore - sia di un elemento soggettivo, costituito dall'obbligo dell'interessato di premunirsi contro le conseguenze dell'evento anormale, adottando misure appropriate senza incorrere in sacrifici eccessivi.

Una situazione d'indisponibilità dei conti correnti, conseguente come nel caso di specie ad altri debiti del contribuente il cui mancato pagamento ha comportato un pignoramento delle disponibilità liquide, non costituisce circostanza anomala, estranea al contribuente. Si tratta anzi di conseguenza della mancata adozione di adeguate cautele, vale a dire di iniziative dirette a prevenire e comunque a gestire la propria situazione di crisi di liquidità e/o insolvenza, ricorrendo agli istituti previsti dall'ordinamento sia per gli imprenditori che per i debitori che non siano imprenditori (sovraindebitamento).

Rilevante infine l'elemento che il contribuente non aveva ripreso i propri pagamenti quando il pignoramento dei conti correnti era cessato, corroborando l'ipotesi, sostenuta dall'ufficio erariale, che l'inadempimento non fosse incolpevole.

Da qui la decadenza dal beneficio della rateazione e l'iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni, con applicazione della sanzione (art. 13 D.Lgs. 471/97).

CTR Piemonte 13 ottobre 2021 n. 800