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Erogazione dei trattamenti di integrazione salariale COVID-19 e differimento dei termini

28/12/2021| Federico Gavioli

Con l'entrata in vigore della Legge di conversione del c.d. decreto Fiscale 2022, l'INPS pubblica un documento di prassi, a recepimento delle nuove disposizioni in materia di termini procedurali relativi ai trattamenti di cassa integrazione Covid-19.

Cosa prevede il decreto Fiscale 2022

L'art. 11-bis DL 146/2021 conv. in L. 215/2021 prevede un differimento di termini temporali già scaduti, relativi agli invii di dati per le prestazioni con causale COVID-19 nonché, ai fini della copertura dell'onere finanziario derivante dal differimento, la riduzione dell'autorizzazione di spesa dei trattamenti di integrazione salariale, con la medesima causale COVID-19, per i lavoratori dipendenti agricoli a tempo indeterminato (CISOA).

Il differimento concerne i termini di decadenza scaduti tra il 31 gennaio 2021 ed il 30 settembre 2021 e relativi all'invio dei dati necessari per il conguaglio, il pagamento o il saldo dei trattamenti o assegni ordinari di integrazione salariale con causale COVID-19; il nuovo termine è posto al 31 dicembre 2021.

Le domande già inviate alla data di entrata in vigore della disposizione e non accolte, in ragione del mancato rispetto del termine già vigente, sono considerate validamente presentate. Il differimento è disposto nel rispetto di un limite di spesa pari a € 10.000.000,00 per il 2021 (CISOA compresa); l'INPS provvede al monitoraggio finanziario ai fini del rispetto del limite di spesa.

La riduzione è operata (sulla base dell'andamento delle domande presentate per il trattamento CISOA) ai fini della copertura dell'onere suddetto.

La presentazione delle domande oggetto del differimento

L'INPS, con il messaggio in commento, evidenzia che rientrano nel differimento al 31 dicembre 2021 tutte le domande di:

  • Cassa integrazione (ordinaria e in deroga);
  • Assegno ordinario (ASO) dei Fondi di solidarietà bilaterali e del Fondo di integrazione salariale (FIS);
  • Cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA)

connesse all'emergenza da COVID-19, i cui termini di trasmissione sono scaduti tra il 31 gennaio 2021 e il 30 settembre 2021.

A tal fine, si ricorda che la disciplina emergenziale introdotta dal Decreto Rilancio (art. 11, c. 4, DL 146/2021 conv. in L. 215/2021), prevede che le domande di accesso ai trattamenti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19 devono essere inoltrate all'INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.

Ne deriva che possono beneficiare del differimento dei termini decadenziali le domande di trattamenti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19 riferite a periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa da "dicembre 2020" fino ad "agosto 2021" compreso.

La disposizione in commento, introdotta dal Decreto Fiscale 2022, lascia inalterata la disciplina dettata pro tempore dalle norme di riferimento. Conseguentemente, possono beneficiare della proroga dei termini le istanze che rispettino le condizioni di accesso di volta in volta fissate dal legislatore, come illustrate nelle circolari e nei messaggi emanati dall'INPS.

In particolare, l'INPS richiama l'attenzione sul rispetto della durata massima dei trattamenti prevista di volta in volta dalle singole disposizioni con riguardo ai periodi oggetto dalle richieste, tenuto conto dei provvedimenti di autorizzazione già adottati che possono avere esaurito la disponibilità in relazione alle singole causali.

Modalità operative

I datori di lavoro che, per i periodi oggetto del differimento, non avessero inviato istanze di accesso ai trattamenti, potranno trasmettere domanda entro e non oltre il termine del 31 dicembre 2021. A tal fine, dovranno essere utilizzate le medesime causali relative all'emergenza epidemiologica da COVID-19, già istituite con riferimento alle singole discipline.

I datori di lavoro:

- non devono ripresentare istanza per le domande di accesso ai trattamenti, che ricadono nei periodi per cui opera il differimento dei termini, già inviate e respinte con una motivazione riconducibile alla sola tardiva presentazione della domanda;

- dovranno trasmettere una nuova istanza esclusivamente con riferimento alle domande già inviate e accolte parzialmente per i soli periodi per i quali non era intervenuta la decadenza, ai fini dell'accoglimento anche dei periodi decaduti e rientranti nel differimento dei termini.

Mess. INPS 21 dicembre 2021 n. 4580

art. 11-bis DL 146/2021 conv. in L. 215/2021