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La riforma per attirare lavoratori extra UE qualificati

27/12/2021| Marcello Ascenzi

Carta Blu UE

La Carta Blu UE è un titolo di soggiorno introdotto dagli Stati membri con il recepimento della Dir. 2009/50/CE che consente, ai cittadini di Paesi terzi altamente qualificati, di entrare nell'Unione per motivi di lavoro fuori dal vincolo imposto dalle quote annue previste dai vari Paesi membri per l'ingresso della generalità dei lavoratori.

La richiamata Direttiva muove dalla constatazione che la migrazione legale è destinata a svolgere un ruolo sempre più importante nel rafforzamento dell'economia in Europa, basata sulla conoscenza e sullo sviluppo tecnico e culturale.

Per il conseguimento di tali obiettivi e per ovviare alle carenze di manodopera, l'UE si è dotata di regole armonizzate che agevolino l'ingresso di lavoratori altamente qualificati e delle loro famiglie, attraverso la procedura che conduce all'emissione della Carta Blu UE che, seguendo un iter procedurale di rilascio standardizzato e accelerato, attribuisce ai titolari diritti sociali ed economici pari a quelli dei cittadini dello Stato membro ospitante in una serie di settori.

Favorire l'immigrazione di lavoratori qualificati

I tempi recenti hanno messo ancor più in evidenza l'importanza per l'Unione dell'immigrazione legale di personale qualificato. L'Unione ha l'ambizione di creare tra gli Stati membri un'economia basata su know how e innovazione, che riduca gli oneri amministrativi per le imprese e coordini meglio l'offerta e la domanda di lavoro.

Le misure intese ad agevolare l'ingresso di lavoratori di Paesi terzi altamente qualificati devono, quindi, essere considerate in tale più ampio contesto, per il quale diviene cruciale avere strumenti che consentano all'UE di attirare in modo più efficace talenti da altri Paesi. In tal modo, è possibile affrontare le sfide demografiche, la carenza di manodopera e di competenze in settori chiave dell'economia dell'Unione.

La riforma della Carta Blu UE

La Dir. 2021/1883/UE, per rispondere alle nuove esigenze socio-economiche, rivede l'approccio per attirare i lavoratori altamente qualificati introducendo regole maggiormente armonizzate, caratterizzate da criteri di ammissione flessibili: si attribuiscono diritti più ampi e si favorisce la mobilità all'interno dell'Unione rendendo, al tempo stesso, i processi di rilascio di titoli di soggiorno più snelli e rapidi.

Le richiamate regole previste dalla Dir. 2021/1883/UE, volte ad incentivare l'ingresso nell'Unione di personale altamente qualificato, si sostanziano nella riforma della disciplina sulla Carta Blu UE che, fino ad oggi, ha fatto registrare scarsi risultati con l'emissione di un numero esiguo di documenti nell'ordine di 37.000 unità.

Tra le modifiche previste dalla Dir. 2021/1883/UE, funzionali al raggiungimento dei richiamati intenti, vi è la possibilità di ottenere la Carta Blu in presenza di un contratto di lavoro oppure di un'offerta vincolante per lavoro altamente qualificato anche della durata di soli 6 mesi, diversamente da quanto previsto in precedenza per cui il contratto di lavoro doveva coprire un periodo almeno pari a 12 mesi.

Tra le novità, vi è anche l'individuazione di una soglia salariale più bassa per ottenere la Carta Blu che dovrà corrispondere almeno alla retribuzione media annuale lorda nello Stato membro interessato, senza eccedere di 1,6 volte tale retribuzione media.

Maggiore mobilità per il titolare di Carta Blu

Le nuove regole introducono alcuni diritti che consentono una maggiore mobilità tra cui:

  • le semplificazioni in caso di cambio del datore di lavoro (art. 15 Dir. 2021/1883/UE);
  • la possibilità di spostamento all'interno dell'Unione per motivi professionali, regolamentando la mobilità di breve e lunga durata.

Le disposizioni sulla mobilità di breve durata (art. 20 Dir. 2021/1883/UE), consentono al possessore di una Carta Blu UE rilasciata da uno Stato membro di entrare e soggiornare in uno o più Stati membri per un periodo massimo di 90 giorni su un periodo di 180 giorni per svolgervi attività professionale. In tal caso, il secondo Stato membro non richiede alcuna autorizzazione per l'esercizio di tale attività oltre alla Carta Blu UE.

Le regole sulla mobilità di lunga durata (art. 21 Dir. 2021/1883/UE), prevedono che dopo 12 mesi di soggiorno legale nel primo Stato membro che ha rilasciato la Carta Blu UE, il cittadino di un Paese terzo abbia il diritto di entrare, soggiornare e lavorare in un secondo Stato membro per esercitarvi un lavoro altamente qualificato, secondo le procedure semplificate previste.

Recepimento delle nuove regole

La Dir. 2021/1883/UE dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 18 novembre 2023; tuttavia, l'iter di recepimento nei vari Stati membri potrebbe chiudersi in anticipo rispetto a tale data, considerato i propositi e la carenza di personale qualificato nell'Unione Europea.

Dir. 2021/1883/UE