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Legittimo tramutare in cassa integrazione un periodo di ferie già programmato

24/11/2021| Paolo Bonini



L'INL fornisce il proprio parere circa la legittimità del comportamento di un datore di lavoro che aveva modificato un periodo di ferie già stabilito nella terza settimana del mese di agosto, tramutandolo in periodo di CIGO con causale COVID-19.

L'ITL di Taranto aveva chiesto anche se in tal caso, data la mancanza di comunicazione preventiva da parte del datore di lavoro, fosse legittimo adottare nei suoi confronti un provvedimento “riparativo” attraverso il potere di disposizione previsto dall'art. 14 D.Lgs. 124/2004.

I poteri del datore di lavoro circa la collocazione temporale del periodo feriale

La risposta dell'INL muove dall'art. 10 D.Lgs. 66/2003, che stabilisce il periodo minimo legale delle ferie e le condizioni e i tempi di fruizione delle medesime, richiamando l'art. 2109 c.c. Tale ultima disposizione stabilisce che il datore di lavoro ha tra le sue prerogative quella di decidere la collocazione temporale delle ferie, ma deve anche preventivamente comunicare al lavoratore il periodo stabilito per il godimento delle ferie.

Richiamando la Risp. Interpello Min. Lav. 17 giugno 2011 n. 19, l'INL ricorda che, previa comunicazione ai lavoratori, il datore di lavoro può anche derogare al diritto irrinunciabile alle ferie retribuite laddove siano presenti esigenze di carattere eccezionale ed imprevedibile. Tra queste figurano gli interventi di integrazione salariale ordinaria e straordinaria, soprattutto quando comportino la totale sospensione dell'attività, dato che in quel caso non si ravvedono esigenze di recupero delle energie psico-fisiche, le quali fondano l'istituto delle ferie retribuite.

Il godimento delle ferie può quindi, in tali casi, essere rinviato ad un momento successivo, quando vi sarà la ripresa dell'attività produttiva.

La non sanzionabilità del comportamento datoriale

Dalla lettura della nota emerge che il datore di lavoro ha unilateralmente mutato il titolo dell'assenza del lavoratore da ferie già richieste ed autorizzate a CIGO con causale COVID-19, senza comunicarlo preventivamente. L'INL conferma che si tratta di un comportamento irregolare, a fronte del quale non è tuttavia prevista alcuna sanzione.

In tale caso è astrattamente applicabile l'art. 14 D.Lgs. 124/2004 che riguarda appunto le irregolarità per le quali non siano esplicitamente previste sanzioni penali o amministrative. In virtù di tale norma, il personale ispettivo può emettere un provvedimento di disposizione con cui intima al datore di lavoro di “sanare” le irregolarità e solo nel caso in cui il datore di lavoro non ottemperi alla disposizione è prevista una sanzione amministrativa da € 500 a € 3.000, non diffidabile.

A tale proposito, l'INL ritiene che l'esercizio del potere di disposizione sarebbe inutile nel caso considerato, dal momento che l'irregolarità non ha avuto conseguenze sostanziali: essendo rimasto inalterato il plafond di ferie maturate, le stesse potranno essere godute al termine del periodo di CIGO.