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Credito d’imposta per la costituzione delle società benefit: decreto attuativo


22/11/2021 | Marco Nessi

Il Decreto Rilancio ha previsto un contributo (sotto forma di credito d'imposta utilizzabile, esclusivamente in compensazione, entro il limite massimo di € 10.000 a partire dal 1° gennaio 2021) nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società Benefit. Si analizzano le specifiche dettate dal Decreto attuativo.

Il Decreto Rilancio ha previsto un contributo (sotto forma di credito d'imposta utilizzabile, esclusivamente in compensazione, entro il limite massimo di € 10.000 a partire dal 1° gennaio 2021) nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società Benefit. Si analizzano le specifiche dettate dal Decreto attuativo.

Soggetti beneficiari

Il credito d'imposta è fruibile dalle imprese che alla data di presentazione dell'istanza:

  • sono costituite, regolarmente iscritte e attive al Registro delle imprese;
  • hanno sostenuto spese per la costituzione o per la trasformazione in società benefit, a decorrere dal 19 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021;
  • svolgono un'attività economica in Italia disponendo di una sede principale o secondaria;
  • si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva dell'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi prevista (art. 9 c. 2 lett. d. D.Lgs. 231/2001).

Le spese agevolate

Sono agevolate le spese relative alla costituzione o trasformazione in società benefit sostenute dal 19 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. Sono ricomprese tra le spese ammissibili:

a) le spese notarili e di iscrizione nel Registro delle imprese;

b) le spese inerenti all'assistenza professionale e alla consulenza sostenute e direttamente destinate alla costituzione o alla trasformazione in società benefit.

Viceversa, sono escluse le spese relative a imposte e tasse (l'IVA può rientrare nell'agevolazione soltanto se costituente un costo effettivo non recuperabile in capo al beneficiario).

L'istanza

I soggetti interessati sono tenuti a presentare una domanda telematica (in cui dichiarare il possesso dei requisiti previsti e riportare l'elenco delle spese sostenute) attraverso la procedura informatica che sarà messa a disposizione sul sito del Mise. Ogni soggetto beneficiario potrà presentare una sola istanza di accesso.

I termini e le modalità di presentazione delle istanze di agevolazione saranno definiti con un provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese. La presentazione dell'istanza è riservata al rappresentante legale del soggetto proponente, così come risultante dal certificato camerale (in alternativa l'istanza potrà essere presentata da un altro soggetto delegato a cui è stato conferito il potere di rappresentanza per la compilazione dell'istanza).

Il controllo

I requisiti di ammissibilità del soggetto richiedente, la completezza dell'istanza, il rispetto dei massimali previsti dal regolamento de minimis sono verificati dal Mise. Nel caso in cui l'importo complessivo delle agevolazioni concedibili dovesse essere superiore all'ammontare della dotazione finanziaria dell'intervento, è previsto il riparto delle risorse disponibili in proporzione all'importo dell'agevolazione richiesto da ciascuna impresa. Dopo aver verificato il rispetto da parte dell'impresa beneficiaria del massimale previsto dal regolamento de minimis, il Mise procederà alla registrazione dell'aiuto individuale determinato e adotterà un provvedimento di concessione cumulativo per tutti i soggetti beneficiari. Qualora, viceversa, le verifiche dovessero concludersi negativamente, verrà trasmessa una comunicazione di diniego.

Il Mise effettuerà controlli e ispezioni, anche a campione, in misura proporzionale al rischio e all'entità del benefìcio e sulla veridicità delle dichiarazioni rese, così come sulle condizioni per la fruizione e il mantenimento dell'agevolazione. Viceversa, i controlli sulla legittima fruizione del credito di imposta saranno effettuati dall'Agenzia delle Entrate.

Il cumulo

Il credito d'imposta può essere cumulato con altri aiuti a titolo di “de minimis”, nel rispetto dei limiti di cumulo previsti dalla normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di importanza minore. L'agevolazione è cumulabile con altre misure di aiuto in esenzione da notifica relative alle stesse spese ammissibili nei limiti dell'intensità di aiuto superiore più elevata prevista dalla pertinente normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato. Il Mise trametterà all'Agenzia delle Entrate l'elenco delle società benefit che sono ammesse a fruire dell'agevolazione e l'importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni e revoche, anche parziali. Successivamente, l'Agenzia comunicherà al Mise l'elenco delle società benefit che hanno utilizzato in compensazione il credito d'imposta, con i relativi importi.

La revoca

È prevista la revoca del credito d'imposta (a cui consegue l'applicazione di sanzioni ed interessi) qualora:

  • successivamente alla concessione dell'agevolazione, dovesse essere accertata l'assenza di uno o più requisiti, o di documentazione incompleta o irregolare, per fatti imputabili al soggetto richiedente e non sanabili;
  • il soggetto beneficiario non dovesse consentire lo svolgimento dei controlli;
  • dovesse essere accertata l'indebita fruizione dell'agevolazione.

art. 38 quater DL 34/2020 conv. in L. 77/2020