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Investimenti in beni strumentali nuovi: chiariti i punti controversi

26/07/2021| La Redazione

 

L'AE ha risposto ad alcuni quesiti sul credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali destinati a strutture produttive ubicate in Italia.

Considerate le numerose analogie tra la disciplina del super e dell'iper ammortamento e quella del credito d'imposta in questione, l'AE rinvia ai chiarimenti forniti con la Circ. AE 30 marzo 2017 n. 4/E.

Quanto agli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 30 giugno 2021, l'AE ha chiarito che in caso di sovrapponibilità della disciplina con quella prevista dalla Legge di Bilancio 2020 occorre distinguere:

  • gli investimenti per i quali al 15 novembre 2020 sia stato versato l'acconto del 20% (c.d. prenotazione): in questo caso, gli investimenti, se completati entro il 30 giugno 2021, restano incardinati nella precedente disciplina di cui alla Legge di Bilancio 2020;
  • gli investimenti per i quali al 15 novembre 2020 non risultino verificate le suddette condizioni: in questo caso è applicabile la nuova disciplina di cui alla Legge di Bilancio 2021.

Inoltre, l'AE precisa che il credito d'imposta:

  • previsto dalla Legge di bilancio 2021 può essere trasferito al consolidato fiscale per il pagamento dell'IRES del gruppo (Risp. AE 23 luglio 2021 n. 508);
  • è cumulabile con altre misure di favore (fiscali e non) insistenti sugli stessi costi ammissibili, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto.

L'AE riconosce l'accesso al credito anche in relazione agli investimenti effettuati tramite leasing, addebitando il mancato riferimento ai contratti di locazione finanziaria nella disciplina agevolativa ad un mero difetto di coordinamento formale e non alla volontà del legislatore.

Inoltre, chiarisce che, in caso di beni in leasing, per costo dell'investimento si intende quello sostenuto dal locatore per l'acquisto del bene; non ha quindi rilevanza il prezzo di riscatto.

Si ricorda, inoltre, che per i beni (materiali e non) non 4.0, il credito d'imposta in questione spetta anche agli esercenti arti e professioni.

Quanto alla cumulabilità con altre agevolazioni è necessario individuare i costi riferibili ai beni oggetto di investimento ammissibili a entrambe le discipline agevolative e assumere, quali costi rilevanti per il credito d'imposta, l'importo complessivo dei costi ammissibili, al lordo dei contributi agli stessi correlati, cioè per il loro intero ammontare, anche se di tali costi il contribuente non è rimasto inciso per effetto dei contributi erogati a suo favore.

Quindi, occorre calcolare il credito di imposta teoricamente spettante e sommare tale importo teorico a quello degli altri incentivi pubblici concessi sui medesimi investimenti. Il risultato di tale somma non deve superare il costo sostenuto, cioè l'ammontare complessivo dei costi ammissibili di competenza del periodo di imposta per il quale il contribuente intende avvalersi del credito.

Quanto al caso di mancato utilizzo della quota annuale, o parte di essa, l'AE precisa che l'ammontare residuo potrà essere riportato in avanti nelle dichiarazioni dei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale ed essere utilizzato già dall'anno successivo, secondo le ordinarie modalità di utilizzo del credito, andando così a sommarsi alla quota fruibile a partire dal medesimo anno.

Circ. AE 23 luglio 2021 n. 9/E

Risp. AE 23 luglio 2021 n. 508