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ISA e studi di settore: comunicazioni di anomalie

22/07/2021| Antonio Iorio

Proseguendo nell'attività di compliance, l'Agenzia delle Entrate ha previsto la casistica delle anomalie in materia di ISA e studi di settore che comporteranno una richiesta di chiarimenti al contribuente. L'interessato nell'occasione, ove si renda conto di aver commesso effettivamente un errore, potrà procedere alla sua regolarizzazione mediante presentazione di una dichiarazione integrativa.  

I dati a disposizione e le modalità di accesso

In via generale, l'AE rende disponibili al contribuente i seguenti documenti:

- comunicazioni relative a possibili omissioni o anomalie nei dati dichiarati ai fini degli studi di settore o degli ISA, rilevate sia analizzando i dati stessi sia le altre fonti informative disponibili; queste comunicazioni sono trasmesse anche via Entratel all'intermediario, nel caso in cui il contribuente abbia in tal senso optato in sede di dichiarazione;

- risposte inviate dal contribuente, anche per il tramite del proprio intermediario, relative alle comunicazioni di cui al precedente punto utilizzando la specifica procedura informatica resa disponibile dall'AE.

In ogni caso, ai fini dell'acquisizione delle predette informazioni:

- i contribuenti possono consultare il proprio Cassetto fiscale;

- gli intermediari possono consultare il Cassetto fiscale dei clienti che hanno loro conferito delega.

Inoltre, per i contribuenti abilitati ai servizi telematici, viene visualizzato un avviso personalizzato nell'area autenticata e inviato una mail o un sms della presenza di comunicazioni.  

Le anomalie

Le anomalie rilevabili dai dati degli studi di settore/ISA per il triennio 2017/2019 sono le seguenti:

  • imprese con gravi e ripetute incoerenze nella gestione del magazzino: contemporanea presenza di grave incoerenza nella gestione del magazzino nel 2019; mancata indicazione del cambio regime contabile da “cassa” a competenza” e viceversa, ecc.;
  • contribuenti che hanno forzato i controlli di coerenza tra modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli ISA e Redditi 2020: coloro cioè che presentano squadrature tra i dati indicati in Redditi 2020 e quelli riportati nei modelli ISA per importi superiori a € 2.000;
  • contribuenti che si sono esclusi dagli studi di settore/ISA per il triennio 2017-2019 indicando nel modello Redditi 2020 “Periodo di non normale svolgimento dell'attività” con esclusione di coloro che sono in liquidazione alla data di elaborazione delle presenti comunicazioni;
  • imprese dei servizi o del commercio che, per il periodo d'imposta 2019, hanno indicato il valore delle rimanenze finali relative a opere, forniture e servizi di durata ultrannuale;
  • imprese con incongruenza tra l'ISA presentato per il 2019 e i dati indicati ai fini dell'applicazione dello stesso ISA;
  • contribuenti con incongruenza tra ISA presentato e quadro dei dati contabili compilato ai fini ISA;
  • imprese con incongruenza, per il 2019, tra l'ISA presentato e le modalità di svolgimento dell'attività dichiarate;
  • contribuenti che, per il 2019, hanno dichiarato di esercitare l'attività sotto forma di cooperativa a mutualità prevalente e risultano assenti nel relativo Albo nazionale delle “Cooperative a mutualità prevalente” istituito con Decreto MISE;
  • contribuenti che per il 2019 hanno dichiarato di esercitare l'attività sotto forma di cooperativa e risultano assenti nel relativo Albo nazionale delle società cooperative istituito con Decreto MISE;
  • soggetti che per i periodi d'imposta 2017, 2018 e 2019 hanno indicato in dichiarazione nel modello Redditi, quadri RE, RF e RG, la causa di esclusioneInizio dell'attività nel corso del periodo d'imposta” ed hanno poi indicato la causa di esclusione nel modello Redditi 2020 “Inizio attività nel corso del periodo d'imposta”;
  • contribuenti operanti in forma individuale che, per il 2019, hanno dichiarato nel frontespizio del modello ISA la condizione di Lavoro dipendente a tempo pieno o parziale” e tale informazione non trova riscontro con l'analoga dichiarata nel modello di Certificazione Unica 2020 per i medesimi soggetti;
  • contribuenti che operano in forma individuale che, per il 2019, hanno dichiarato nel frontespizio del modello ISA la condizione di Pensionatoe tale informazione non trova riscontro con l'analoga dichiarata nel modello di Certificazione Unica 2020 per i medesimi soggetti;
  • professionisti che, per il 2019, hanno indicato nel modello ISA il massimo valore tra i Compensi dichiarati e il Volume d'affari inferiore, per almeno € 2.000, rispetto alle somme imponibili percepite per “Prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell'esercizio di arte o professione abituale”, desunte dalla Certificazione Unica 2020;
  • professionisti che, per il 2019, hanno indicato nel modello ISA il massimo valore tra i Compensi derivanti dall'attività professionale o artistica e il Volume d'affari inferiore, per almeno € 2.000, rispetto alle somme imponibili dagli stessi percepite per “Prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell'esercizio di arte o professione abituale”, desunte dalla Certificazione Unica 2020;
  • professionisti che, per il 2019, hanno dichiarato nel modello ISA un numero complessivo di incarichi inferiore rispetto a quello desumibile dal modello di Certificazione Unica 2020;
  • imprese che, per il 2019, hanno dichiarato nel modello ISA un ammontare inferiore per almeno € 5.000 rispetto ai canoni percepiti in qualità di dante causa (modello RLI 2020).  

I chiarimenti

I contribuenti interessati alle comunicazioni possono fornire chiarimenti e precisazioni utilizzando lo specifico software reso disponibile dall'AE sul proprio sito che consente di indicare anche elementi utili per la spiegazione dell'anomalia rilevata.

Gli intermediari, invece, attraverso l'utilizzo dell'apposito software, possono fornire chiarimenti e precisazioni relative ai contribuenti dai quali abbiano preventivamente ricevuto delega.

In ogni caso i contribuenti possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse mediante il ravvedimento beneficiando così della riduzione delle sanzioni.

Provv. AE 20 luglio 2021 n. 296552