Cessioni all'esportazione ad effetto “ritardato”


05/08/2020 | Angelo Carlo Colombo, Vincenzo Cristiano

La cessione di beni allocati in deposito all'estero, inviati nell'ambito di commercio tramite marketplace, si qualifica come operazione non imponibile ai fini IVA, anche se l'acquirente non era noto al momento dell'esportazione. Questo quanto emerge dall'AE che, sulla scia di una giurisprudenza consolidata, “oblitera” una figura di cessione all'esportazione ad effetto ritardato (Risp. AE 3 agosto 2020 n. 238).

La fattispecie concreta

Il quesito posto all'attenzione dell'AE prendeva origine dall'istanza presentata da un'impresa italiana che, avendo aderito ad una piattaforma di vendita online gestita da un operatore estero, invia le merci dal territorio italiano ad un magazzino di terzi situato in una zona franca di uno Stato extraUe, ove i beni rimangono in stand by, ovverosia in attesa di essere venduti a privati consumatori di quello Stato, i quali li acquistano via internet tramite la piattaforma del marketplace.

La società istante, nell'evidenziare che conserva la proprietà della merce fino al momento della vendita, il cui prezzo è incassato dal gestore della piattaforma e girato alla venditrice al netto delle commissioni dovute, prospettava difficoltà di esecuzione degli adempimenti IVA in forza della indisponibilità dei dati dell'acquirente, nel presupposto che le operazioni non...

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