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Categoria reddituale: l'errata qualificazione non incide sulla pretesa fiscale


22/03/2024 | La Redazione

Un'errata o imprecisa indicazione della categoria reddituale nell'avviso di accertamento non costituisce circostanza sufficiente a determinare la nullità dell'avviso (CGT 2° Puglia 20 febbraio 2024 n. 248).

La diversa qualificazione della fonte di produzione del reddito non incide sugli elementi costitutivi della pretesa fiscale. Di conseguenza, l'errata o imprecisa indicazione della categoria reddituale nell'avviso di accertamento non costituisce circostanza di per sé sufficiente a determinare la nullità dell'avviso (cfr. Cass. 31 luglio 2015 n. 16246).

Nel caso di specie, è stato ritenuto fondato l'appello dell'Agenzia delle Entrate: il contribuente, che esercitava l'attività di deejay, era stato erroneamente classificato come imprenditore e non come lavoratore autonomo. L'erronea classificazione non può giustificare l'annullamento dell'avviso di accertamento ma può avere conseguenze solo dal punto di vista della individuazione della pretesa fiscale.

CGT 2° Puglia 20 febbraio 2024 n. 248