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Unicredit e Ubs alzano il velo sui conti del 2023. Produzione industriale in dicembre secondo l'Istat


02/02/2024 | Raffaella Polato

Dopo la banca guidata dall'ad Andrea Orcel che lunedì approverà i risultati dello scorso anno, nei giorni successivi toccherà a Mps, Credem e Banca sistema. Ma anche all'Ubs di Sergio Ermotti, a un anno dal salvataggio di Credit Suisse: quanto peserà sui conti? Martedì arriva l'indice di fiducia di consumatori e imprese per gennaio.

Appunti & spunti per la settimana 5-11 febbraio

Lunedì 5 – Il bilancio Unicredit nella settimana delle banche

Ieri il consiglio d'amministrazione, questa mattina la conference call. Andrea Orcel presenta i dati del quarto trimestre e l'intero bilancio 2023. L'amministratore delegato di Unicredit sintetizza così, dal sito web del gruppo, le promesse per l'anno appena chiuso e per quello in corso: “Abbiamo bisogno di razionalizzare il nostro business, in modo da poter operare più velocemente e con maggior chiarezza e ottenere risultati positivi per tutti gli azionisti. È un'ambizione a cui molti aspirano, ma che pochi, anzi pochissimi, riescono a raggiungere. Credo che diventeremo uno di quei pochissimi”. Il programma-impegno è chiaro. Oggi sarà tradotto – anche – in numeri. Come faranno in settimana altri istituti di credito: mercoledì 7 in conference call ci saranno i vertici di Mps, venerdì 9 quelli di Credem e Banca Sistema.

Martedì 6 – L'effetto Credit Suisse su Ubs

Un paio di settimane fa, a Davos, l'amministratore delegato di Ubs Sergio Ermotti ha ribadito che l'acquisizione di Credit Suisse orchestrata l'anno scorso dalle autorità svizzere non è stata certamente “un regalo, nulla di gratuito”, men che meno “l'affare del secolo”: perché eventualmente lo sia “dobbiamo lavorare sodo nei prossimi due o tre anni”. Leggere in questa chiave i conti Ubs 2023 che Ermotti presenterà oggi.

Martedì 6 – A che punto è la fiducia

L'Istat comunica i dati sulla fiducia di consumatori e imprese. L'attesa è che venga confermato il trend evidenziato a dicembre, quando era proseguito l'aumento dell'indice relativo ai consumatori (forte rialzo: da 103,6 a 106,7), e quello relativo alle imprese non solo era tornato a salire (da 103,5 a 107,2) ma aveva assorbito ampiamente il pesante calo di novembre. Unico comparto in cui il clima era peggiorato: la manifattura. Qui l'indice potrebbe essere sceso ulteriormente, considerato che al quadro di generale pessimismo segnalato dagli imprenditori del settore si è nel frattempo aggiunto il blocco del Canale di Suez legato ai fronti di guerra in Medio Oriente.

Mercoledì 7 – L'industria in Germania…

Ieri Destatis ha pubblicato i dati sugli ordini all'industria in dicembre, oggi seguirà la produzione industriale. Confermato il quadro generale che vede la Germania alla vigilia dell'ingresso in recessione tecnica, previsione - questa - rafforzata dai dati di novembre: gli ordini erano aumentati, sì, ma il +0,3% su ottobre si era rivelato di gran lunga inferiore all'1% atteso dagli economisti, mentre la produzione era scesa dello 0,7%. Era stato il settimo mese consecutivo di calo. Vedremo se dicembre interromperà in qualche modo la serie, ma anche chi aveva già rimandato le speranze a gennaio è stato costretto a un rinvio ulteriore: responsabile principale, questa volta, il maxi-sciopero che ha paralizzato le ferrovie tedesche dal 24 al 29 gennaio.

Venerdì 9 – … e in Italia

Oggi sarà l'Italia, con l'Istat, a comunicare i dati della produzione industriale in dicembre. È chiaro che non potranno non risentire del pessimo periodo attraversato da quella Germania che è il nostro principale partner-cliente. Veniamo peraltro dalla netta battuta d'arresto di novembre, quantificata in un -1,5% che diventa -3,1% in termini tendenziali. Secondo Confindustria, dicembre potrebbe aver registrato un miglioramento. Che però non è andato di pari passo con la fiducia, come si è visto: per dirla con Viale dell'Astronomia, il manifatturiero “ha continuato il trend decrescente, e a inizio 2024 il blocco di Suez (se prolungato) può peggiorare di nuovo lo scenario” anche sul piano produttivo.