NEWS

La pagella di Moody's: l'Italia alla prova dell'ultimo rating


10/11/2023 | Raffaella Polato

Arrivano martedì i dati definitivi del Pil nel terzo trimestre nell'Eurozona mentre mercoledì sarà la volta dell'inflazione, altro grande problema del Vecchio Continente. Dal board della Bce, in programma nello stesso giorno non sono attese decisioni di politica monetaria ma una conferma sullo stop al rialzo dei tassi. Ma di ribassi neanche a parlarne. La settimana si chiude venerdì 17 con il rating di Moody's all'Italia: per i mercati non ci sarà da avere paura.

Appunti & spunti per la settimana 13-19 novembre

Lunedì 13 – A Lisbona il gran conclave del tech

La definizione più efficace l'ha data il New York Times: “Un gran conclave dei sommi sacerdoti dell'industria tech”. È il Web Summit, organizzato dall'omonima società irlandese. Ormai ha edizioni in tutto il mondo ma ha mosso i primi passi a Lisbona. Il successo è arrivato in pochi anni e la capitale portoghese lo replicherà - è una certezza – in questa edizione. Apertura oggi, chiusura giovedì 16.

Martedì 14 – Tra i cali del Pil…

Dall'eurozona arrivano i dati definitivi sul Pil del terzo trimestre e, prevedibilmente, non saranno diversi dalle ultime stime. Che danno l'Italia a crescita zero e l'Europa a -0,1%. Noi dovremmo quindi scampare la recessione tecnica, a differenza di altri Paesi e probabilmente della media euro, ma sarà davvero una sottigliezza tecnica perché per tutti il rischio di una potenziale, ulteriore caduta nel trimestre in corso si è nel frattempo accentuato. Questo almeno suggerisce l'ultimo Indice Pmi della produzione
composita (cioè la media ponderata della produzione manifatturiera e dell'attività terziaria). A ottobre, nell'eurozona, si è posizionato per il quinto mese consecutivo sotto la soglia critica di 50.0 - quella che separa l'espansione dalla contrazione - e non di poco: 46.5 contro 47.2 di settembre.

Mercoledì 15 – … quelli dell'inflazione…

L'altro grande problema dell'eurozona è l'inflazione. Lo era ieri, perché troppo alta. Lo è oggi, perché il calo veloce dei prezzi è un'arma a doppio taglio. Tra i grandi Paesi Ue la Germania ha già confermato il dato di ottobre (3,8% dal 4,5%), l'Italia lo farà questa mattina (le stime Istat dicono 1,8% contro il 5,3% di settembre). Il compito di ufficializzare la media euro – vista preliminarmente al 2,9% dal 4,3% - è nell'agenda di Eurostat per venerdì 17.

Mercoledì 15 – …e i moniti della Bce

Il quadro macro di cui sopra alimenta le file di chi spera in un cambio di linea della Bce. Non accadrà. A meno che il quadro non peggiori ancora, e a livelli drammatici, tutto ciò che l'Eurotower è disposta a fare in funzione antirecessione è riassunto nelle decisioni dell'ultima riunione: tassi fermi, per la prima volta dopo otto rialzi consecutivi, ma di ribassi neanche a parlarne. Il messaggio verrà probabilmente ribadito dal board di oggi, pur se quello in programma non è un consiglio di politica monetaria, come del resto ha appena fatto da Madrid il vicepresidente Luis de Guindos. Data l'attuale “elevata incertezza” la Banca centrale continuerà a seguire “un approccio dipendente dai dati”, ha ripetuto, ma il faro di Francoforte resta l'obiettivo inflazione al 2%. E ancora siamo lontani.

Venerdì 17 – Il rating di Moody's

Mancava Moody's, per noi, a completare la stagione dei rating d'autunno. Arriverà oggi. La scommessa dei mercati: dopo Fitch, Standard & Poor's, Dbrs, il debito italiano passerà indenne anche da quest'ultimo esame.