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Revoca della rivalutazione: cosa fare ed entro quando


04/10/2022 | Carlo Maria Andò

Sono finalmente disponibili le istruzioni per l’esercizio della revoca delle opzioni di rivalutazione, riallineamento e affrancamento facoltà sorta in occasione del cambio di regole retroattivo, ad opera della Legge di bilancio 2022, sulla deduzione dei beni immateriali rivalutati. Sintesi degli impatti operativi (Provv. AE 29 settembre 2022 n. 370046).

Chi può esercitare la revoca? Prima di tutto, va specificato che la revoca dalle suddette opzioni, sebbene costituisca una facoltà sorta in occasione dell'introduzione delle norme che prevedono per marchi e avviamento rivalutati l'allungamento dell'ammortamento da 18 a 50 anni (se non a fronte di una sostanziosa integrazione di versamento della sostitutiva), non dovrebbe limitarsi solo a tali beni (ancorché gli unici penalizzati retroattivamente dal cambio normativo).

Sarebbe possibile quindi optare per la revoca ai fini fiscali, con le medesime regole sotto descritte, anche nel caso di rivalutazione/riallineamento di beni materiali.

 

Come si esercitata l'opzione di revoca?

La revoca dei regimi di rivalutazione, riallineamento e affrancamento previsti dall'art. 110 DL 104/2020 (cd. Decreto Agosto) può essere esercitata mediante una dichiarazione integrativa da presentare entro il 28 novembre 2022 (i.e. entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento dell'Agenzia delle entrate), relativa al periodo d'imposta in relazione al quale è stata esercitata l'opzione oggetto di revoca.

Nella dichiarazione integrativa andranno indicati i seguenti dati:

  • in caso di revoca della rivalutazione e del riallineamento, l'importo della rivalutazione (originaria) al netto dell'ammontare della revoca e il nuovo importo dell'imposta sostitutiva eventualmente dovuto (stesso approccio in caso di revoca dell'affrancamento della riserva);
  • l'importo dell'imposta sostitutiva a credito (i.e. imposta versata – imposta dovuta post revoca), da indicare nella colonna 3 dell'apposito rigo della sezione I del quadro RX;
  • nel prospetto del capitale e delle riserve, l'ammontare delle riserve in sospensione d'imposta all'esito dell'esercizio della revoca;
  • nel prospetto di riconciliazione dei dati di bilancio e fiscali (ove previsto), le differenze fra valori contabili e fiscali a seguito della revoca, anche nell'ipotesi in cui non si sia proceduto per un dietrofront sulla rivalutazione anche ai fini civilistici.

 

In che limiti è esercitabile l'opzione di revoca?

La revoca del regime della rivalutazione/riallineamento ha ad oggetto le singole attività. Nondimeno, la revoca deve esercitata per l'intero importo rivalutato o riallineato relativo a ciascuna attività per il quale è stata esercitata la relativa opzione. Non è quindi consentita una revoca parziale sul medesimo bene (singolarmente individuato).

Attenzione: è possibile revocare anche uno solo o più regimi tra quelli previsti dall'art. 110 citato, ossia rivalutazione, riallineamento o affrancamento della riserva in sospensione.

 

Cosa succede se si effettua la revoca del regime di affrancamento sulle riserve?

La revoca del regime dell'affrancamento comporta che, in misura corrispondente alla medesima, l'importo del saldo attivo di rivalutazione o dell'apposita riserva designata a fronte del riallineamento ritorni ad essere assoggettato al vincolo di sospensione fiscale previsto, rispettivamente, dagli artt. 13 e 14 L. 342/2000.

Ovviamente, la revoca del regime della rivalutazione e la revoca del regime del riallineamento comportano automaticamente la revoca del regime dell'affrancamento per la parte eccedente l'importo residuale dei maggiori valori oggetto del regime della rivalutazione o del regime del riallineamento, al netto dell'ammontare della relativa imposta sostitutiva del 3%.