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Video asseverazione tra proteste dei tecnici e dubbi di efficacia


03/10/2022 | Maurizio Tarantino

Sta facendo molto discutere la richiesta della video asseverazione della durata massima di 5 minuti che deve inquadrare espressamente il volto del tecnico e l'immobile oggetto di intervento. La pubblicazione del video è necessaria per farsi riconoscere la cessione del credito per i bonus edilizi.

Fonte: QuotidianoPiù

Deloitte è una società di consulenza che offre servizi di Audit & Assurance, Consulting, Financial Advisory, Risk Advisory, Tax e Legal a clienti del mondo pubblico e privato appartenenti a molteplici settori. Molte banche che acquisiscono i crediti si rivolgono a Deloitte per l'analisi della pratica e per il visto di conformità. Difatti, la società Deloitte è stata scelta al fine di supervisionare l'operato dei tecnici responsabili della compilazione dei moduli relativi alla concessione dei bonus edilizi. Fornisce consulenze alle varie imprese che operano nel settore edilizio. In particolare, la società offre il servizio gratuito di cessione del credito tramite piattaforma proprietaria. La documentazione, necessaria a usufruire dei benefici fiscali ai sensi della normativa di riferimento, dovrà essere caricata sulla piattaforma e sarà verificata da parte dei professionisti fiscali Deloitte.

Il cliente potrà comunque avvalersi del proprio professionista fiscale terzo per il trasferimento del credito sul cassetto fiscale. Accedendo a questo servizio il cliente prende anche atto che i documenti caricati e le informazioni inserite potranno essere inviati al cessionario ai fini della propria istruttoria finalizzata all'acquisto del credito fiscale maturato o per esigenze di controllo anche successive da parte degli organi competenti.

Asseverazione video

La società ha sostenuto che i vari controlli effettuati in passato non sono più sufficienti, in quanto, a detta delle figure responsabili di tali controlli, si sono verificati diversi episodi di tentata truffa nei confronti del Governo e dell'Agenzia delle Entrate. Per le ragioni esposte, Deloitte ha infatti stabilito che, oltre al rispetto delle tempistiche richieste per l'invio dei documenti, questi devono essere accompagnati da una dimostrazione video degli stessi. Invero, la documentazione della piattaforma riporta che «Il tecnico che rilascia le asseverazioni dovrà effettuare un breve video descrittivo dell'intervento». All'interno del video, che non dovrà durare più di cinque minuti, il tecnico dovrà confermare gli importi e gli interventi asseverati, inquadrando le lavorazioni eseguite. Per meglio dire, con il video in commento il tecnico asseveratore deve presentarsi, menzionare l'oggetto dell'intervento e le opere in esso previste (efficientamento energetico, riduzione del rischio sismico, bonus facciate, ristrutturazione edilizia, ecc.) con i rispettivi importi, i dati dell'asseverazione, il codice ASID fornito dall'ENEA e il protocollo dell'asseverazione sismica, con la descrizione e l'inquadratura dei lavori eseguiti e con la descrizione dei lavori ancora da eseguire, inquadramento del cartello di cantiere e del numero civico dell'immobile oggetto di intervento, ecc. Ciò dovrebbe testimoniare sia la presenza del resoconto tecnico svolto dagli esperti, sia la veridicità dei controlli effettuati sugli edifici in questione.

Proteste dei tecnici

Secondo INARSIND (l'Associazione Sindacale di Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti) si tratta di una richiesta che innanzitutto offende intere categorie di professionisti perché denota un pregiudiziale sospetto di non veridicità dell'asseverazione già prevista e che da sola dovrebbe essere considerata, come lo è per le norme che regolano la materia, sufficiente ad attestare la responsabilità del professionista. Inoltre, a parere dell'associazione, l'adempimento non tiene conto delle conseguenze in materia di tutela della privacy nella produzione di un video che, inevitabilmente, comprenderebbe parti di abitazioni private che, pur non oggetto di bonus, sarebbero coinvolte dalle riprese. A parere di RPT (Reti Professioni tecniche), invece, questa complicazione procedurale non trova alcun tipo di appiglio normativo. Trattasi di ulteriore appesantimento burocratico che non solo vìola l'art. 1341 c.c. (vessatorietà), ma non ha nemmeno alcun rilievo rispetto alle vigenti disposizioni in materia di antiriciclaggio o di responsabilità dell'impresa. Dunque, secondo RPT, l'iniziativa non può avere un impatto in merito alla responsabilità della banca, dato che il dolo o la colpa grave della stessa non potrebbero seriamente sussistere in presenza di crediti correttamente asseverati. Non solo le Associazioni, anche i vari Ordini degli Architetti esprimono il proprio disappunto, definendo la video asseverazione un aggravamento ingiustificato, un ulteriore adempimento non obbligatorio e non richiesto dalla normativa vigente.

Nessuno stop per la video asseverazione

Nonostante le criticità e le proteste da parte delle Associazioni di categoria, prosegue l'obbligo del nuovo adempimento. Invero, in risposta delle proteste, Deloitte ha evidenziato che l'effettuazione del suddetto breve video del tecnico asseveratore non incrementa le responsabilità che il tecnico stesso già si è assunto con l'asseverazione e che ha già dimostrato essere, nel breve tempo trascorso dall'introduzione, un forte facilitatore nella lavorazione delle pratiche. Con l'occasione, la società precisa che, per le unifamiliari, il video può essere girato velocemente (60 secondi) con il proprio telefonino anche successivamente alla scadenza del 30 settembre essendo finalizzato a riassumere e documentare l'intervento ai fini dell'analisi eseguita per conto dei cessionari. In questo caso, secondo Deloitte, il tecnico «dovrà semplicemente presentarsi e sintetizzare l'intervento che ha già asseverato».

L'assenza del video asseverazione

Secondo le prima FAQ della società, l'assenza del video determinerebbe il momentaneo blocco della pratica. Quindi, secondo le prime indiscrezioni, la società effettuerà una valutazione sulla base del caso specifico, proponendo soluzioni alternative per approvare la pratica.

Art. 1341 c.c.