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Le misure di politica energetica nazionale per supportare le aziende in crisi


23/09/2022 | Fioranna Negri

Il Governo ha identificato le misure per contrastare gli effetti economici della crisi internazionale in materia di ambiente, energia, istruzione, università e giustizia, nonché per facilitare le scelte operative delle aziende che necessitano di investimenti per sviluppare il proprio business.

Gli obiettivi del Governo

Dallo schema del decreto legge “Aiuti ter”, che disciplina ulteriori misure urgenti in materia di politica energetica nazionale, produttività delle imprese, politiche sociali e per la realizzazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) si evince la volontà del Governo di contrastare gli effetti economici fortemente negativi che si stanno manifestando nelle aziende a seguito della grave crisi internazionale in corso ormai da diversi mesi.

Come è noto a tutti, la crisi internazionale dell'Ucraina si è innestata su una situazione economica e finanziaria delle imprese già in significativa sofferenza a causa dell'emergenza sanitaria. Le difficoltà di approvvigionamento e i rincari esorbitanti del costo delle fonti energetiche contribuiscono in maniera decisiva a rallentare l'economia globale alimentando l'innalzamento dei tassi di interesse e l'inflazione.

In questa situazione la Stato assume un ruolo decisivo nell'azione di contrasto agli effetti negativi che derivano da fattori esogeni alla normale vita produttiva di un'azienda e in quanto tali non superabili a livello di singola società. Lo schema di decreto, oggi al vaglio del Governo, il c.d. Decreto Aiuti-ter, si prefigge proprio di arginare gli impatti dell'onda d'urto che rischia di far soccombere numerose aziende del nostro tessuto imprenditoriale a causa degli effetti dirompenti derivanti dall'aumento del costo dell'energia e dei carburanti che ostacola in maniera rilevante l'attuazione dei piani industriali che dovrebbero consentire la ripresa economica delle attività produttive del nostro tessuto imprenditoriale.

 

Le misure identificate dal Decreto Aiuti-ter   

Il Decreto Aiuti-ter che individua ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), si aggiunge al precedente DL 115/2022 che stabiliva una serie di provvedimenti urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali.

In considerazione della clamorosa escalation del prezzo delle materie prime, con particolare riferimento alle fonti energetiche, il Governo sta varando ulteriori misure di contrasto all'erosione dei già scarsi margini che le aziende stanno subendo oggi. Tali misure dovrebbero contenere, in parte, le perdite che le imprese, oggi, stanno consuntivando nei propri conti economici. In particolare, le misure principali per le imprese, all'ordine del giorno nell'agenda dei Ministeri, riguardano il costo dell'energia elettrica e il costo del gas naturale e dei carburanti.

Le misure agevolative sono rappresentate da crediti di imposta per i quali il Decreto Aiuti-ter ha previsto che:

  • sono utilizzabili esclusivamente in compensazione (art. 17 D.Lgs. 241/97), entro la data del 31 marzo 2023 oppure 30 giugno 2023;
  • non concorrono alla formazione del reddito d'impresa né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive;
  • non rilevano ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109 c. 5 TUIR;
  • sono cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto;
  • sono cedibili, solo per intero, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di soggetti autorizzati e la cessione è soggetta al visto di conformità.

 

Misure in materia di energia elettrica

L'agevolazione è rappresentata dal riconoscimento di un credito d'imposta pari ad una percentuale dei costi di energia elettrica sostenuti per acquistare o produrre l'energia elettrica effettivamente utilizzata o auto consumata nei mesi di ottobre e novembre 2022.

Per poter accedere a tale misura agevolativa in materia di energia elettrica le imprese devono essere in possesso di specifici requisiti soggettivi e oggettivi, in particolare:

  • requisito soggettivo: essere ricomprese fra le imprese a forte consumo di energia elettrica di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 dicembre 2017 (G.U. n. 300/2017); il beneficio è rappresentato da un credito d'imposta pari al 40 % delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata; oppure essere dotate di contatori di energia elettrica di potenza superiore a 4,5 kW, per avere diritto ad un credito di imposta, pari al 30 % della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata, comprovato mediante le relative fatture d'acquisto;
  • requisito oggettivo: aver sostenuto costi per kWh della componente energia elettrica, superiore al 30% relativo al medesimo periodo dell'anno 2019, calcolati sulla base della media del terzo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall'impresa; nel caso di spese sostenute per la produzione dell'energia elettrica e dalla stessa auto consumata, l'incremento del costo per kWh di energia elettrica è calcolato con riferimento alla variazione del prezzo unitario dei combustibili acquistati ed utilizzati dall'impresa per la produzione della medesima energia elettrica; il credito di imposta è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell'energia elettrica pari alla media, relativa ai mesi di ottobre e novembre 2022, del prezzo unico nazionale dell'energia elettrica.

 

Misure in materia di gas naturale

Anche in questo caso l'agevolazione è rappresentata dal riconoscimento di un credito d'imposta pari al 40% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

Per poter accedere a tale misura agevolativa in materia di energia elettrica le imprese devono essere in possesso di specifici requisiti soggettivi e oggettivi, in particolare:

  • requisito soggettivo: essere ricomprese fra le imprese a forte consumo di gas naturale, ossia operare in uno dei settori di cui all'allegato 1 al decreto del Ministro della transizione ecologica n. 541/2021 (G.U. n. 5/2022);
  • requisito soggettivo: il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al terzo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME), deve aver subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019 e l'impresa abbia consumato, nel primo trimestre solare dell'anno 2022, un quantitativo di gas naturale per usi energetici non inferiore al 25% del volume di gas naturale indicato all'articolo 3, comma 1, del Decreto del Ministero della transizione ecologica n. 541/2021, ossia abbia un consumo medio di gas naturale, pari ad almeno 1 GWh/anno, al netto dei consumi di gas naturale impiegato in usi termoelettrici.

Nel caso in cui il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come sopra riportato, abbia subito un incremento superiore al 30 % del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019, allora hanno diritto al contributo straordinario anche le imprese non ricomprese fra quelle a forte consumo di gas di cui sopra, l'agevolazione è pari al 40% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

 

Misure in materia di carburanti per l'esercizio dell'attività agricola e della pesca

La norma riconosce un credito di imposta, pari al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto del carburante effettuato nel quarto trimestre solare dell'anno 2022, comprovato mediante le relative fatture d'acquisto, al netto dell'imposta sul valore aggiunto per l'attività agricola e della pesca e l'attività agromeccanica (codice ATECO 1.61), a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l'acquisto di gasolio e benzina per la trazione dei mezzi utilizzati per l'esercizio delle predette attività e in relazione alla spesa sostenuta nel quarto trimestre solare dell'anno 2022 per l'acquisto del gasolio e della benzina utilizzati per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati produttivi adibiti all'allevamento degli animali.

 

Misure a supporto delle imprese colpite dall'aumento dei prezzi dell'energia

Le misure includono anche la possibilità di ottenere una garanzia prestata, a titolo gratuito, dalla SACE per compensare il costo dei finanziamenti bancari concessi alle imprese per esigenze di capitale d'esercizio per il pagamento delle fatture, per consumi energetici, emesse nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. Per poter acceder a questo beneficio occorre che il tasso di interesse applicato al finanziamento non superi, al momento dell'erogazione, il tasso cedolare annuo minimo garantito dei buoni del Tesoro poliennali (BTP) di durata pari al finanziamento concesso.